Oschiri, superata la tempesta restano i danni e la paura: «Non ci sono state vittime soltanto grazie al caldo»
Il sindaco Roberto Carta punta il dito contri protocolli per le emergenze che non hanno consentito ai vigili del fuoco di intervenire tempestivamente in alcune situazioni critiche
Oschiri Il giorno dopo la tempesta a Oschiri lo stato d’animo è quello di chi tira un sospiro di sollievo per il pericolo scampato ma ha ancora troppa adrenalina in corpo per sentirsi rilassato. Oggi, 17 agosto, all’indomani di un’acquazzone che ha lasciato nel territorio i segni di un nubifragio, in paese è il tempo della conta dei danni e anche quello di fare alcune considerazioni. Il primo cittadino, Roberto Carta, è un tipo che va subito al dunque. E c’è un’idea che si è innestata nella sua mente nelle ultime 24 ore ed è difficile da sradicare. «Se non fosse stato un afoso pomeriggio in pieno agosto – dice il sindaco – forse ora staremmo piangendo delle vittime».
Come a dire che se fosse accaduto durante una giornata “normale”, con le persone in giro ad animare il paese e non chiuse in casa a sfuggire al caldo umido tipico delle estati oschiresi, probabilmente ci sarebbe scappato il morto o almeno il ferito. D’altronde, con un fiume dell’orrore formato da acqua, fango e grandine che ha solcato il paese e tutti gli alberi che sono volati per aria, è un miracolo che nessuno si sia fatto male. In compenso, però, i danni alle cose sono ingentissimi: case, auto, strade urbane e di campagna saltate, colture spezzate e insieme le aziende che le hanno coltivate, i macchinari finiti sott’acqua.
Per non parlare di quello che è accaduto a una coppia di 80enni, che si sono ritrovati con l’abitazione invasa dall’acqua fino al quadro elettrico, circostanza che ha fatto saltare l’impianto e li ha tenuti barricati in casa, al buio fino a tarda ora. E la storia di questi anziani è tra quelle che il sindaco racchiude in una stilettata che già ieri, 16 agosto, ha tirato sui social. «I vigili del fuoco sono intervenuti solo parzialmente a causa di un protocollo operativo che definire eufemistico è un complimento», ha scritto il sindaco.
Un j’accuse lanciato non verso i vigili del fuoco ma alle regole di intervento. «La priorità dei vigili del fuoco è salvare le vite, e su questo non c’è certamente nulla da dire – dice ancora Carta – ma una volta appurato che nessuno era in pericolo si sarebbe dovuto iniziare a intervenire dalle situazioni più disagiate, come quella dei due anziani rimasti in casa senza luce. Invece si è iniziato a svuotare l’acqua dove l’altezza era superiore ai trenta centimetri e così si sono escluse altre situazioni più emergenziali. Terminati i primi interventi la squadra è rientrata alla base, però non era finita, e così ho contattato la centrale operativa che li ha fatti ritornare indietro, ma nel frattempo si è perso del tempo prezioso».
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