L’ex gip di Tempio Vincenzo Cristiano assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari
La vicenda risale al 2015, il giudice insieme all’imprenditore Umberto Galizia erano stati arrestati
Olbia Nessuna corruzione in atti giudiziari. A dieci anni dai fatti, cade l’accusa per il giudice Vincenzo Cristiano, ex gip del tribunale di Tempio, e per l’imprenditore di Pozzuoli, Umberto Galizia, assolti oggi 4 aprile dal tribunale di Napoli con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”. Il collegio, presieduto dalla giudice Amelia Primavera, ha ritenuto completamente infondata l’accusa mossa ai due imputati sulle presunte regalie che Galizia avrebbe fatto al giudice: piatti per un ristorante a San Teodoro gestito da una società di cui faceva parte anche Cristiano, e la disponibilità di un appartamento a Olbia e di una Smart. Un’inchiesta che risale al 2015, condotta dal pubblico ministero di Roma, Stefano Rocco Fava, per il quale i due imputati finirono anche agli arresti domiciliari. Il processo romano è stato spostato al tribunale di Napoli per competenza territoriale (essendo avvenuta a Pozzuoli, secondo l’accusa, la presunta corruzione), e oggi, dopo anni di processo durante il quale è emersa la totale insussistenza delle contestazioni, il giudice – che tuttora è sospeso dal servizio – è stato assolto insieme a Galizia. I difensori di Vincenzo Cristiano, l’avvocato Giovanni Azzena, e di Umberto Galizia, l’avvocato Antonio di Marco, hanno smontato l’impianto accusatorio dimostrando l’innocenza dei loro assistiti. L’assoluzione dei due imputati è stata chiesta anche dal pubblico ministero Simone De Roxas. Si chiude così, con un’altra assoluzione, una vicenda giudiziaria che aveva fortemente scosso il palazzo di giustizia gallurese. L’ex gip era stato già assolto – con sentenza passata in giudicato – insieme a un imprenditore di Olbia, dalle stesse accuse in un altro filone della stessa inchiesta. (t.s.)
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