Porto Cervo, restano in carcere i tre ladri di orologi di lusso
Parte del bottino è stata recuperata. La turista tedesca derubata del suo Richard Mille da 450mila euro ringrazia gli investigatori attraverso il suo avvocato Rino Cudoni
Olbia Il gip del tribunale di Tempio Marco Contu, ha convalidato l’arresto dei tre uomini accusati di furto e rapina di orologi di lusso in Costa Smeralda, disponendo per tutti la custodia cautelare in carcere. I tre - Seguir Amine, 34 anni, algerino residente a Barcellona; Elhdriaslh Zakaria, 27 anni, nato a Barcellona; e Hadad Salim, 29 anni, di Marsiglia – sono ritenuti responsabili di almeno due colpi messi a segno a Porto Cervo e Cannigione, ma le indagini proseguono.
Difesi rispettivamente dagli avvocati Maria Assunta Argiolas (per Seguir) e Brunilda Sanna Mucaj (per Elhdriaslh e Hadad), i tre erano stati fermati il 30 luglio dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia mentre stavano riconsegnando un’auto a noleggio all’aeroporto, forse pronti a lasciare l’isola. Poche ore dopo, i militari hanno eseguito una perquisizione in un appartamento preso in affitto dai tre nel centro di Olbia. In una stanza adibita a deposito bagagli, all’interno di un trolley, è stato trovato un orologio Patek Philippe da 60mila euro: era quello rubato il giorno prima a un turista aggredito a Cannigione.
Uno degli episodi chiave dell’inchiesta è però il furto con strappo avvenuto la sera del 24 luglio nel cuore di Porto Cervo. Una donna tedesca, in vacanza con il marito e ospite dell’hotel Cala di Volpe, stava passeggiando dopo cena quando le è stato strappato dal polso un Richard Mille da 450mila euro. La turista, caduta per terra, ha riportato contusioni e la rottura del timpano, ed è stata costretta a rinviare la partenza per l’Australia, dove risiede, per potersi sottoporre a cure negli ospedali di Olbia e Sassari. A rappresentare la coppia è l’avvocato Rino Cudoni, che ha voluto sottolineare pubblicamente la professionalità e la sensibilità con cui le forze dell’ordine hanno gestito il caso: «I miei assistiti hanno trovato grande attenzione, efficienza e umanità da parte dei carabinieri italiani e voluto esprimere la loro gratitudine al tenente colonnello Michele Monti e ai suoi collaboratori – ha dichiarato Cudoni - Hanno avuto modo di conoscere da vicino un’istituzione come l’Arma, che in poche ore ha saputo risolvere un evento traumatico con competenza e spirito di servizio».