La Maddalena, da isola da sogno a giungla urbana: è caos tra soste selvagge, traffico e rifiuti
Solo sette vigili al lavoro e tanti disagi. La protesta di residenti e turisti
La Maddalena Isola da sogno, ma giungla urbana appena si mette piede a terra. Il motivo? Soste selvagge, camper piazzati ovunque, marciapiedi invasi, strisce pedonali occupate, rifiuti abbandonati tra la vegetazione. In piena stagione turistica, La Maddalena affoga nel caos. «Il problema è noto da anni, ma ogni estate si ripresenta come una condanna – dicono alcuni abitanti –. Più che un’isola accogliente, sembra un circuito ad ostacoli. Il centro storico è terra di nessuno: auto in divieto ovunque, stalli per persone con disabilità usati da chiunque, ingressi di case bloccati, garage inaccessibili». A pagarne le conseguenze sono tutti: i residenti, che spesso devono fare lo slalom tra i veicoli parcheggiati per raggiungere semplicemente la porta di casa; i turisti, disorientati e frustrati per le infinite e spesso inutili ricerche di un posto; ma anche i mezzi di soccorso che a volte faticano a raggiungere le zone delle emergenze.
E poi: sette vigili per tutta l’isola, turni compresi. Tradotto: giovedì 14 agosto, ad esempio, due agenti al mattino e due alla sera per coprire un territorio ampio come La Maddalena e Caprera, entrambe sommerse dai flussi turistici giornalieri. E la situazione non migliora nei punti critici come la Panoramica o ancora Caprera (compreso il museo), dove anche i pullman di linea sono costretti a chiedere aiuto alle forze dell’ordine per riuscire a passare tra le auto lasciate in mezzo alla strada.
I camper? Ovunque, nonostante il divieto di campeggio in riva al mare e molti abbandonano sacchi di rifiuti nei sentieri e tra gli arbusti. Le spiagge più note – Bassa Trinita, Monte d’Arena, Cardellino, Spalmatore - diventano così irraggiungibili e c’è chi ci rinuncia pur di evitare ore bloccato nel traffico. L’ex artiglieria, a due passi da piazza Umberto I, ogni sera si trasforma in parcheggio improvvisato. Luogo già segnato da incendi (nel 2011 due auto distrutte, sette danneggiate), oggi è anche ritrovo rumoroso per ragazzini su motorini e punto di abbandono dei rifiuti. «Quando abbiamo affittato casa ci avevano anche garantitola presenza di un parcheggio vicino – racconta una coppia lombarda con due bambini piccoli – ma ogni giorno perdiamo più di mezz’ora a cercarlo. E il secondo giorno ci hanno perfino bloccati con un’altra macchina». «Tutti lo sanno, nessuno interviene – continuano gli stessi abitanti che hanno sollevato il caso –. Le proteste aumentano, ma le risposte latitano. E intanto, la speranza resta sempre la stessa: che non succeda mai nulla di davvero grave».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
