Invalidità civile, commissioni a rilento: più di 6mila le pratiche ancora ferme in Gallura
La denuncia della Cgil: «Forti disparità tra territori»
Olbia In Gallura sono ancora 6.600 le domande in attesa di esame per il riconoscimento dell’invalidità civile. Il dato è fornito dalla Asl Gallura, che nel corso dell’ultimo anno ha smaltito circa 2.000 pratiche ed evaso tutte quelle relative ai pazienti oncologici. Nonostante l’impegno dichiarato, le procedure continuano a procedere a rilento. Secondo la direzione dell’azienda sanitaria, le difficoltà sono legate soprattutto alla composizione delle commissioni valutative, per le quali è richiesta la presenza contemporanea di specifiche figure professionali. «Nelle commissioni – fa sapere la Asl – è necessaria la presenza di medici legali, medici del lavoro e igienisti, professionisti presenti in numero ridotto nelle fila dell’Azienda. Anche altri profili utili risultano spesso appena sufficienti a garantire le prestazioni sanitarie correnti». Un possibile supporto potrebbe arrivare nelle prossime settimane. «Da poco è entrato in servizio un medico legale specializzando: si valuterà la possibilità di coinvolgerlo nelle attività di esame delle domande, per provare a ridurre le liste d’attesa», spiegano dalla Direzione.
Sul tema interviene però con toni duri la Cgil Gallura, che denuncia una gestione disomogenea delle pratiche sul territorio. A parlare è il segretario generale Danilo Deiana. «I dati in nostro possesso evidenziano una situazione fortemente disomogenea e inaccettabile nella gestione delle pratiche di invalidità civile, ante riforma, in Gallura – afferma –. Mentre le commissioni di Olbia risultano aver smaltito l’arretrato fino a novembre 2023, le altre commissioni del territorio gallurese appaiono ferme addirittura al 2022». Una differenza che, secondo il sindacato, «genera una grave disuguaglianza di trattamento tra cittadini che vivono nello stesso ambito territoriale. Persone con pari diritti – sottolinea Deiana – si trovano ad avere risposte in tempi profondamente diversi a seconda della Commissione di riferimento». Una condizione giudicata ancora più critica se si considera che la provincia di Sassari rientra tra quelle scelte per la sperimentazione nazionale della riforma della disabilità. Dal gennaio 2025 l’iter di presentazione delle domande è stato infatti modificato: le richieste vengono trasmesse direttamente all’Inps tramite il medico curante, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure. «Un territorio individuato come laboratorio di riforma – prosegue la Cgil – dovrebbe rappresentare un modello di efficienza, integrazione e tutela dei diritti. Invece il cosiddetto “doppio binario” ha finito per aggravare le disparità tra cittadini della stessa provincia, che si trovano in condizioni di fragilità».
Secondo il sindacato, i ritardi accumulati incidono in modo pesante sulla vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. «Non si tratta di meri numeri o pratiche amministrative – rimarca Deiana – ma di persone che restano per mesi, se non anni, senza il riconoscimento di diritti fondamentali e senza le necessarie tutele economiche e sociali». La Cgil Gallura chiede quindi un intervento immediato da parte degli enti competenti per riequilibrare i carichi di lavoro tra le commissioni, rafforzare il personale medico e amministrativo nelle sedi più in difficoltà, definire tempi certi e uniformi per l’esame delle domande su tutto il territorio e valutare la possibilità di utilizzare le commissioni previste dalla nuova riforma anche per smaltire le richieste ancora inevase presentate con la vecchia normativa. «Non è accettabile – conclude il segretario generale – che in un territorio individuato come modello di sperimentazione persistano arretrati di oltre un anno in alcune Commissioni. Continueremo a vigilare e a sollecitare soluzioni concrete affinché il diritto alla salute, all’inclusione e alla dignità delle persone non sia subordinato a inefficienze organizzative».
