La Nuova Sardegna

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Fornelli e tv

Francesca Apeddu tra le stelle della cucina: «Vi racconto il mio MasterChef»

di Marco Bittau
Francesca Apeddu tra le stelle della cucina: «Vi racconto il mio MasterChef»

Olbia, la cuoca del Piperitta Patty tra i giudici commensali della puntata girata a Cagliari

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Olbia Sembra timida Francesca Apeddu, ma in cucina e nella vita – non necessariamente in quest’ordine – è una che sa il fatto suo. Titolare a Olbia, insieme alle sorelle Gabriella e Paola, del ristorante di successo Piperita Patty nel corso Umberto e del tapas & cocktail bar Himys di via Romana, è stata l’unica ristoratrice gallurese tra i 15 giurati che hanno partecipato alla puntata di MasterChef, girata a Cagliari, al Bastione Saint Remy. Tutto è andato in onda in tv nei giorni scorsi e Francesca per una volta ha messo da parte la sua proverbiale timidezza al fianco di superchef e personaggi del calibro di Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e il “padrone di casa” Luigi Pomata.

«Essere stata chiamata come giudice commensale per l'esterna di MasterChef al Bastione di Saint Remy è stato un onore inaspettato – racconta Francesca Apeddu –. Ho avuto il piacere di confrontarmi con colleghi che rappresentano l'eccellenza della nostra isola: un’occasione preziosa per fare rete e condividere visioni. Ci siamo divertiti a vestire i panni dei clienti in una produzione televisiva imponente, osservando i ragazzi sfidarsi per conquistare quel mestiere che per noi oggi è la quotidianità. Un momento fuori dal tempo, divertente e formativo, che ci ha permesso di metterci alla prova in un contesto decisamente fuori dall’ordinario».

Francesca è un fiume in piena. Parla, racconta, rivive le emozioni di un’esperienza che ricorderà a lungo, se non altro perché vale la certificazione di essere entrata nel cerchio magico dei migliori ristoranti della Sardegna. Motivo d’orgoglio per tre ragazze arrivate a Olbia da Berchidda insieme al padre Pier Paolo, chef di lungo corso (a Porto Cervo era lo chef personale di Tom Barrack) e di talento cristallino, scomparso a settembre di sei anni fa. Troppo presto, senza aver avuto il tempo di vedere le sue figlie e il suo locale nell’olimpo della buona tavola in Sardegna. Un successo figlio dell’intuizione che la cucina tradizionale è un tesoro prezioso ma non immutabile e che le ricette del padre o della nonna sopravvivono al tempo che passa grazie alla qualità dei prodotti e alla passione ai fornelli. È l’unica strada, non ci sono compromessi né scorciatoie.

«Eravamo 15 giurati, tra cui dieci chef e cinque tra proprietari di ristoranti e pasticceri – aggiunge Francesca –. In tutto, rappresentavamo dieci ristoranti. I ragazzi in gara rimasti erano 10, divisi in due squadre. Dovevano realizzare due antipasti con pane carasau e ricotta nera, uno in bianco e uno in rosso, poi la squadra rossa aveva la fregola e la squadra blu il tonno. Devo essere sincera, i piatti erano un po’ deludenti, con qualche buona idea di base. Anche i tre chef li hanno rimproverati. Bruno Barbieri ci ha accompagnato durante tutte le riprese. È stato un buon padrone di casa, molto amichevole. Un po’ bacchettone con i ragazzi, ma giustamente. La caposquadra dei blu ha fatto una gaffe piuttosto importante quando ha presentato il piatto e lui l'ha redarguita».

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