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Assegni di inclusione, la maggior parte sono andati alle famiglie del Mezzogiorno – tutti i dati

Assegni di inclusione, la maggior parte sono andati alle famiglie del Mezzogiorno – tutti i dati

In crescita anche il numero di chi ha ricevuto il supporto per la formazione e il lavoro

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Milano Sono stati 883mila i nuclei familiari ad aver beneficiato di almeno un pagamento dell’assegno di inclusione nel 2025, mentre dal 2023 a oggi sono 228mila le persone che ne hanno percepito almeno uno relativo al supporto per la formazione e il lavoro. Questi i dati rilasciati oggi dall’Inps sull’andamento delle misure di inclusione sociale e lavorativa introdotte dal governo Meloni.

  • L’assegno di inclusione

Per quanto riguarda l’assegno di inclusione, l’Inps ha diffuso anche i dati relativi a dicembre 2025: ne hanno beneficiato quasi 647mila nuclei, con importo medio erogato pari a 685 euro. In 238mila dei nuclei interessati sono presenti minori, in 258mila sono presenti disabili, in 338mila persone di almeno 60 anni di età. In 12mila nuclei, inoltre, sono presenti persone in condizioni di “svantaggio”, mentre 234mila sono i nuclei con carichi di cura.

Prendendo in considerazione gli anni 2024 e 2025, ovvero i due anni di esistenza della misura, i nuclei beneficiari sono stati 935.675, coinvolgendo complessivamente 2,231 milioni di persone, per un importo medio mensile dell’assegno pari a 685 euro e un numero medio di 2,4 componenti per nucleo.

  • Sud e isole

Sul fronte del supporto per la formazione e il lavoro, la prevalenza di beneficiari è nelle regioni del Sud e nelle Isole, per quasi l’80% del totale. A dicembre 2025 i beneficiari in pagamento sono 84.815: si segnale un incremento della presenza delle donne (63%) e un trend positivo dei beneficiari nelle classi di età più giovani, a fronte di una continua diminuzione in quelle più anziane.

  • La ministra Marina Calderone

«I dati ci stanno dando ragione», commenta la ministra del Lavoro Marina Calderone, sottolineando che le rilevazioni «confermano la strada già tracciata dalle precedenti rilevazioni in termini di presa in carico e accompagnamento». La strategia del governo, aggiunge Calderone, «prevede diverse azioni che mantengono al centro il lavoro e si affianca al sostegno alle famiglie più fragili e il supporto attivo verso chi cerca lavoro».

Di avviso completamente opposto il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera Dario Carotenuto. «I numeri sull’assegno di inclusione diffusi oggi dall'Inps sono la riprova di un fallimento annunciato. Dopo lo smantellamento del reddito di cittadinanza per mano di un governo che da un lato coccola corrotti ed evasori e dall'altro considera la povertà una colpa, quasi metà delle famiglie che prima ricevevano un aiuto dallo Stato sono ora abbandonate al loro destino. Il tutto mentre l'inflazione “morde” il carrello della spesa, con coloro che versano in una situazione di indigenza che pagano doppio. Un fatto vergognoso. Non va meglio se si guarda al e sul supporto formazione e lavoro. Nel 2025 la durata media dei sedicenti corsi di formazione è addirittura scesa, passando da 5,5 a 5,1 mesi, ma nessuna notizia si ha circa il numero di beneficiari che hanno realmente trovato lavoro. Un paradosso davanti a 12,5 milioni di inattivi. Insomma: la solita operazione propagandistica di un governo che ha fallito su tutta la linea».

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