Tempio, il Comune chiude il canile: tutti gli animali saranno trasferiti
L’ordinanza del sindaco Addis. Al concessionario mancavano i requisiti
Tempio Il canile comunale di Padulo è chiuso. Ad averlo stabilito è stata un’ordinanza del sindaco Gianni Addis. Un brutto epilogo per una storia che sembrava essere nata sotto auspici diversi, ma è anche una cocente delusione per i tanti tempiesi che hanno a cuore la salute e la dignità degli animali. Il provvedimento del sindaco è stato determinato dagli accertamenti del settore tecnico del Comune, eseguiti per verificare violazioni segnalate dall’Asl. Da questi sono emerse molte criticità, quali l’assenza di un veterinario facente le veci di direttore sanitario e di un profilo organizzativo essenziale, ma anche l’inidoneità della struttura, con recinzioni vetuste e ammalorate, rischi per la salute e irregolarità nei registri.
La chiusura della struttura comunale di Padulo farà discutere non poco. Più volte oggetto di confronto e interrogazioni in consiglio comunale, è un tema che sta a cuore a molti tempiesi. Tra i primi a commentare il provvedimento del sindaco è stato il consigliere di minoranza, Alessandro Cordella: «È stata ordinata dal sindaco la chiusura del canile comunale di Padulo. E ordinate tante altre cose. Tutte a danno degli animali, a spese del gestore. Con l’encomiabile ausilio delle volontarie. In sostanza, il Comune non si è occupato di niente tranne che della inaugurazione, del taglio del nastro, foto di rito e di fare finta di non sapere cosa avveniva nonostante le formali interpellanze presentate in consiglio comunale e i numerosi articoli di giornale».
L’ordinanza decreta la chiusura “immediata” del canile e, quindi, «il trasferimento coattivo di tutti gli animali attualmente ospitati presso la struttura verso altri canili rifugio autorizzati che verranno individuati dal settore tecnico comunale». Diversi oneri dovranno essere espletati dal concessionario, chiamato a «collaborare pienamente con il personale del Comune, della polizia e dell’Asl per le operazioni di identificazione e trasferimento dei cani, precisando che, in mancanza, il Comune procederà d’ufficio a dette operazioni di sgombero con addebito delle spese al concessionario». A quest’ultimo viene anche chiesto di prendersi cura dei cani ospitati nella struttura sino al loro trasferimento. Si avvia così verso un finale amaro la storia di una struttura la cui apertura aveva incontrato l’apprezzamento di tutti. Anche il nome, “La casa di Morgana”, degno di un’epopea letteraria, si presentava come un buon auspicio, dando l’idea di un rifugio regale per gli animali che sarebbero stati accolti nell’attesa di venire adottati. C’è da chiedersi ora che cosa ne sarà della struttura e se il progetto del canile sarà accantonato.
«La chiusura – chiarisce l’assessore Francesco Quargnenti – è un atto dovuto per la mancanza di alcuni requisiti del concessionario. Lo spostamento è assolutamente provvisorio perché ci interessa tutelare la salute dei cani. Naturalmente l’amministrazione è aperta a qualsiasi soluzione che vada incontro alla tutela degli animali, interloquendo anche con il mondo del volontariato che in molte situazioni è considerato braccio operativo e risolutivo per le amministrazioni comunali».
