Olbia, l’ex alberghiero cade a pezzi: ma ora il recupero è più vicino
La Regione accelera i tempi e affida i lavori al Comune: in cassa 10 milioni di euro
Olbia Il decrepito palazzone che si affaccia su golfo, isolette e fenicotteri rosa resterà per sempre al suo posto. Ma almeno sarà ristrutturato: se ne parla da tempo e il via ai lavori adesso sembra essere più vicino. In molti avrebbero preferito la sua demolizione e qualcuno, in passato, aveva anche proposto di trasferire qui aule e uffici del tribunale. Il futuro, però, è un altro: l’ex alberghiero di Poltu Cuadu, che per decenni ha ospitato la sala consiliare e gli uffici del Comune, è di proprietà della Regione e diventerà dunque un polo amministrativo a supporto delle sedi periferiche regionali. Nel dicembre del 2023 l’allora giunta Solinas aveva stanziato 10 milioni di euro per i lavori di recupero. Da poco, invece, la giunta Todde, con l’obiettivo di dare un’accelerata ai tempi e avvicinare l’inaugurazione del cantiere, ha deciso di affidare la realizzazione degli interventi direttamente al Comune. Più volte, infatti, l’amministrazione Nizzi aveva manifestato alla Regione la necessità di avviare al più presto i lavori. I motivi sono due. Innanzitutto perché il palazzone si trova da anni in totale stato di abbandono, tra caduta di calcinacci e ampie aree transennate. Inoltre il recupero dello stabile potrà contribuire alla riqualificazione della fascia costiera che l’amministrazione comunale sta portando avanti da tempo attraverso il Progetti Iti.
Regione e Comune
Poco più di due anni fa la giunta Solinas aveva stanziato i 10 milioni e affidato l’attuazione dell’intervento alla società in house Ois (Opere e infrastrutture della Sardegna). Attraverso una recente delibera la giunta Todde, su impulso dell’assessore agli Enti locali e all’Urbanistica Francesco Spanedda, ha invece trasferito la competenza all’amministrazione comunale. «Ad esito di interlocuzioni con il Comune – si legge nella delibera –, è stata da questo presentata la necessità e l’urgenza di provvedere all’avvio degli interventi manutentivi e, nello spirito della più ampia collaborazione istituzionale, individuando l’ente territoriale quale soggetto attuatore dell’intervento». Una soluzione pensata per semplificare le procedure e favorire «una più incisiva pianificazione delle fasi progettuali ed esecutive dei lavori per la più efficace gestione delle risorse e dei tempi d’intervento». Soddisfatto il consigliere regionale olbiese Roberto Li Gioi (M5s), che è anche presidente della commissione Urbanistica: «È un’ulteriore dimostrazione della vicinanza della Regione al nostro territorio. Stiamo parlando di un intervento fondamentale che permetterà il recupero dello stabile, da troppo tempo inutilizzato, e anche la riqualificazione dell’area».
Passato e futuro
Costruito verso la metà degli anni Settanta, in un’area dove oggi non avrebbe mai potuto vedere la luce, il palazzo di Poltu Cuadu sarebbe dovuto diventare un istituto alberghiero, ma non se ne fece nulla. La struttura ha così ospitato altre scuole, asili e soprattutto gli uffici comunali, poi trasferiti nella nuova sede di corso Umberto. Infine lo stabile è stato in gran parte abbandonato e nel 2023, considerata la pericolosità dell’edificio, il sindaco Nizzi aveva firmato una ordinanza di messa in sicurezza dell’area attorno. Dopo i lavori oggi in programma, invece, il palazzo diventerà un maxi polo amministrativo della Regione. Al momento in una parte dello stabile si trovano ancora il comando della polizia locale, gli uffici di Abbanoa e alcune associazioni di protezione civile. Per quanto riguarda la polizia locale, si sa già che il comando sarà in futuro trasferito nell’attuale sede dell’Agenzia delle entrate in zona industriale.
