La Nuova Sardegna

Olbia

La sentenza

Traffico di droga dall’Albania alla Gallura: raffica di condanne

Traffico di droga dall’Albania alla Gallura: raffica di condanne

Caduta l’accusa di associazione a delinquere

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Olbia Raffica di condanne oggi 24 febbraio  nel tribunale di Tempio per gli imputati accusati di fare parte di un’organizzazione dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti provenienti dall’Albania. Nei loro confronti è caduta l’accusa più grave: quella di associazione per delinquere. Malo Ramazan, difeso dall’avvocato Giampaolo Murrighile, indicato dalla Direzione distrettuale antimafia come il capo della banda, è stato condannato, limitatamente alla detenzione e al trasporto di cocaina, a 11 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di 65mila euro di multa. La pm Rossana Allieri aveva chiesto per lui una condanna a 16 anni di reclusione. Ecco le pene inflitte agli altri imputati: Giovanni Biosa, condannato anche lui limitatamente alla detenzione e al trasporto di cocaina, dovrà scontare 7 anni di reclusione e al pagamento di 40mila euro di multa; Natalino Isoni, è stato condannato a 10 anni di reclusione e 45mila euro di multa, anche lui per detenzione e trasporto di cocaina; Arjan Sagajeva a 8 anni e 30mila euro di multa; Omar Ndiaye, senegalese, a 6 anni e 6 mesi di reclusione e a 30mila euro di multa; Skender Jousufi, albanese, a 9 anni e 30mila euro di multa; Loreta Asara, olbiese, a 4 anni e 18mila euro di multa; Lucio Baltolu, di Alà dei Sardi, difeso dall’avvocata Angela Corda, a 5 anni e 6 mesi di reclusione e 25mila euro di multa, Christian Gusinu, a 2 anni e 4mila euro di multa, pena sospesa. Stefano Pinna è stato assolto per non aver commesso il fatto. Gli arresti da parte dei carabinieri di Olbia erano scattati nell’estate del 2019 nell’ambito dell’inchiesta Seaway, coordinata dalla Dda di Cagliari. Secondo le accuse, il personaggio di spicco era Malo Ramazan, albanese e residente ad Olbia. Era lui a coordinare il sodalizio che si occupava di acquistare e importare dall’Albania la droga che arrivava in Gallura con le navi passeggeri provenienti da Civitavecchia e Livorno. E poi c’erano diversi personaggi galluresi che si occupavano di smerciarla, con destinazione giovanissimi e ambienti della movida smeraldina. (t.s.)

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