Addio alla vecchia carta d'identità: dal 3 agosto 2026 sarà solo elettronica – La guida per evitare le code e i numeri della Sardegna
Rinnovo obbligatorio per 5 milioni di italiani, tante richieste nell’isola e il nodo degli iscritti all’Aire
Sassari Il tempo stringe per la cara e la vecchia carta d'identità cartacea sta per andare definitivamente in pensione: il prossimo 3 agosto 2026 segnerà il pensionamento definitivo del vecchio formato. Attenzione: anche se la data di scadenza stampata sul vostro documento di carta dovesse superare l'estate del 2026, per effetto del Regolamento europeo 1157/2019 il documento non sarà più considerato valido. Il tempo vola e l’appello dei sindaci e degli uffici demografici isolani è unanime: non aspettate l'ultimo minuto e, soprattutto, non recatevi agli sportelli senza prima aver prenotato l'appuntamento.
Perché la scadenza viene anticipata?
Il motivo è strettamente legato alla sicurezza. L’Unione Europea impone che tutti i documenti d’identità siano dotati di una “zona a lettura ottica” (Mrz), ovvero le tre righe di codici stampate sul retro delle moderne tessere elettroniche. Poiché i libretti cartacei ne sono sprovvisti, non rispettano gli attuali standard di sicurezza internazionali e devono essere ritirati dalla circolazione entro il termine fissato ad agosto.
I numeri: 5 milioni di italiani coinvolti, i dati della Sardegna
Secondo le stime, sono ancora circa 5 milioni gli italiani in possesso del vecchio documento cartaceo che dovranno obbligatoriamente passare alla Carta d'Identità Elettronica (Cie) entro poco più di due anni. Anche in Sardegna i numeri sono importanti e i Comuni si stanno preparando a una vera e propria corsa contro il tempo. Solo per fare qualche esempio nei capoluoghi: a Cagliari si stimano circa 30.000 documenti ancora da sostituire, mentre l'amministrazione comunale di Nuoro ha calcolato che sono circa 7.000 i residenti che dovranno effettuare il passaggio entro la scadenza del 2026. A questi si aggiungono le decine di migliaia di cittadini dei tanti piccoli comuni dell'Isola, specialmente nelle zone interne, dove il passaggio alla Cie a regime è arrivato più tardi (tra il 2016 e il 2019).
Il nodo dei piccoli Comuni e l'allarme per i sardi iscritti all'AIRE
A rischiare di rimanere "senza identità" sono in primo luogo i cittadini dei tanti piccoli comuni dell'Isola che hanno rinnovato il documento tra il 2016 e il 2019. C'è poi un fronte altrettanto critico: quello dell'emigrazione. Devono prestare la massima attenzione i sardi iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani residenti all'estero), un bacino che conta oltre 100.000 corregionali. Il problema riguarda soprattutto chi risiede fuori dall’Unione Europea ed è spesso in possesso della sola versione cartacea rilasciata in passato dai consolati. Per chi ha in programma di rientrare in Sardegna per le ferie estive, il consiglio è di muoversi subito per evitare blocchi o disguidi in aeroporto.
Guida pratica: cosa serve per passare alla Cie
La parola d'ordine è prenotare. Molte amministrazioni sarde, dal Cagliaritano alla Gallura, si stanno già attrezzando con Open Day per smaltire l'ondata di richieste in arrivo. Non serve attendere la scadenza naturale del documento di carta per fare il cambio. Il giorno dell'appuntamento, assicuratevi di avere con voi: una fototessera recente (non più vecchia di 6 mesi); la vecchia carta di identità cartacea (o l'eventuale denuncia in caso di smarrimento/furto); la tessera sanitaria con il codice fiscale. Passare al nuovo formato non è solo un obbligo di legge, ma un vantaggio. La Carta di identità elettronica è infatti il pilastro del nuovo sistema di identità digitale statale che, progressivamente, andrà a integrare e superare lo Spid per l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione.
