Olbia, lavori a Spiritu Santu: nasce l’impianto che trasformerà i rifiuti organici in biometano
Al via il cantiere del Cipnes per la realizzazione del biodigestore
Olbia Le ruspe sono in azione e lo sbancamento si sta concentrando in un’area accanto all’ingresso dell’impianto di Spiritu Santu. È così partito ufficialmente il conto alla rovescia per la realizzazione del biodigestore del Cipnes, l’impianto di digestione anaerobica che tratterà i rifiuti organici prodotti in Gallura, trasformandoli in biometano, fonte di energia rinnovabile equivalente al gas naturale fossile.
Il cantiere
L’impianto sorgerà nell’area consortile di Spiritu Santu, su circa 4 ettari, ed è già dotato di valutazione di impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale. La messa in esercizio è prevista entro il 30 giugno 2026, condizione necessaria per accedere agli incentivi per la produzione di biometano. L’investimento complessivo è pari a 20 milioni di euro e ha già ottenuto finanziamenti con il Pnrr. In cifre Nel complesso, le varie misure garantiranno al Cipnes Gallura 32,7 milioni di euro di risorse in 15 anni, rendendo l’impianto economicamente sostenibile e stabile nel lungo periodo. Il biodigestore tratterà, dunque, la materia organica in assenza di ossigeno, con il cosiddetto processo anaerobico. Nel caso dell’impianto di Olbia il biogas prodotto viene purificato fino a ottenere biometano, che sarà immesso nella rete del gas cittadina; il residuo del processo, il digestato, verrà invece avviato al compostaggio per la produzione di compost di qualità. Il sistema è progettato come un polo integrato e “chiuso”: non si generano scarti significativi e tutte le matrici trovano una destinazione nel ciclo impiantistico di Spiritu Santu.
La nautica
L’impianto, con la produzione di biometanolo, avrà grande importanza per l’industria nautica. Il progetto, unico al mondo perché produce combustibile totalmente pulito dai rifiuti organici per alimentare gli yacht, ha destato l’interesse della Regione e del Governo e conta sul grande lavoro scientifico del Politecnico di Milano, in particolare dell’ideatore, Flavio Manenti. L’idea è quella di produrre dai rifiuti organici - sempre in aumento, insieme alla crescita del numero di turisti e residenti – il biometano per la città di Olbia e per la zona industriale, che sarebbe la prima in Europa interamente alimentata a biometano, oltre che il biometanolo per gli yacht. In più il biodigestore anaerobico impedirà la fuoriuscita di odori e miasmi, a vantaggio della frazione di Murta Maria e della sua popolazione, penalizzata da decenni. Una grande sfida di sostenibilità per Olbia, nelle cui case arriverebbe una fonte energetica “pulita” come il biometano.
Le risorse finanziarie
Per garantire la solidità economica del progetto è intervenuta anche la Regione Sardegna, che ha scelto di investire in modo diretto e strutturale sul biodigestore, riconoscendone il valore strategico per la gestione dei rifiuti, l’economia circolare e la transizione energetica dell’Isola. Con una delibera approvata dalla giunta regionale sono stati programmati, infatti, oltre 14 milioni di euro nel triennio 2025–2027 per completare e rafforzare la rete impiantistica regionale dei rifiuti urbani. Di questi, ben 9 milioni di euro sono destinati al Cipnes Gallura per la realizzazione dell’impianto di digestione anaerobica all’interno del polo consortile di Spiritu Santu alle porte di Olbia.
