La Nuova Sardegna

Olbia

La scomparsa

Addio a Salvatore Bianco, l’anima del ’68 in Gallura: il ricordo

di Giuseppe Pulina
Addio a Salvatore Bianco, l’anima del ’68 in Gallura: il ricordo

Scomparso a 82 anni l’ex insegnante diviso tra politica e letteratura francese

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Bortigiadas È stato molto più di un insegnante, Salvatore Bianco, morto all'età di 82 anni. Ex docente del liceo Dettori molto amato dagli studenti e apprezzato dai colleghi. Insegnò lingua e letteratura francese soprattutto nelle classi dello Scientifico. Negli ultimi anni della professione, rivestì anche l'incarico di collaboratore del preside Claudio Demartis. Lo si ricorda non solo per i risultati raggiunti con la professione di docente. è stato, infatti, uno dei protagonisti, diventato poi testimone, della stagione politica degli anni Sessanta in Gallura. Era quello il periodo in cui Bortigiadas si era imposto all'attenzione di tutti come un piccolo, ma molto dinamico, laboratorio di idee. Non a caso in quegli fecero capolino nel paese alcuni dei nomi più rilevanti della sinistra italiana della seconda metà del secolo, come la novantasettenne Luciana Castellina.

Della sua passione politica Bianco ha dato testimonianza in convegni e pubblicazioni. Nel 2008, pubblicò per Taphros, insieme a Mario Scampuddu, un libro sul '68 gallurese, di cui era stato testimone e protagonista. Tra i tanti che in queste ore lo ricordano con affetto e gratitudine ci sono i suoi ex allievi. Tra questi anche Emiliano Deiana, suo compaesano ed ex presidente di Anci Sardegna: «Ricordo – ricordandolo – ognuno di quegli anni al piano terra del Palazzo degli Scolopi in cui ci ha guidati nei miscugli di quella sgangherata gioventù. Non ci ha insegnato (solo) la lingua francese: ci ha insegnato ad amare la letteratura di Francia, tutti i poeti, tutti i romanzieri con un trasporto ammirevole. Ci fece conoscere Villon, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, ci parlò — quando era proibito — di Céline e di tutti i maledetti. Lo ricordo, oggi, con gratitudine e affetto. Se sono l’uomo che sono lo devo anche a lui e ai suoi insegnamenti».

Emozioni sul filo del ricordo, come quelle più recenti di Elisabetta Marras, oggi insegnante: «Sei riuscito a colorare gli anni del liceo. Avevi sempre il sorriso, la battuta pronta e rendevi tutto migliore. Sei stato un grande professore, una persona gentile che faceva piacere incontrare e con la quale scambiare quattro chiacchiere».
 

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