La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso

Olbia, allenamenti clandestini nell’impianto sportivo chiuso per lavori: corse e lezioni dentro il cantiere

di Carolina Bastiani

	Alcuni adulti spostano la recinzione per far entrare i piccoli atleti
Alcuni adulti spostano la recinzione per far entrare i piccoli atleti

Il Campo Caocci, all’interno del Fausto Noce, è interdetto da anni

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Olbia Allenamenti all’aperto, corse e qualche lezione sulla pista di atletica. Tutto normale per un impianto sportivo. Peccato, però, che il campo Caocci, all’interno del parco Fausto Noce, da oltre due anni e mezzo è in realtà un enorme cantiere per via dei lavori di ristrutturazione voluti dal Comune. Con tanto di divieti di accesso, interdizioni all’utilizzo e benne di escavatori a bordo pista. Insomma, in attesa della fine dei lavori, le società sportive non potrebbero entrare. Eppure qualcuno lo fa. A segnalarlo sono alcuni frequentatori abituali del parco Fausto Noce, preoccupati per la sicurezza dei giovani atleti. Le trasgressioni andrebbero avanti da diverse settimane e non si tratterebbe di casi isolati, frutto di curiosità o momentaneo sprezzo del pericolo, ma di attività organizzate e sistematiche, con la supervisione di alcuni dirigenti e allenatori.

A far discutere, poi, sono alcune immagini circolate in questi giorni in diverse chat, dove si vedono chiaramente alcuni adulti che spostano la rete di recinzione per far entrare bambini e ragazzi nella struttura. «Scene che lasciano poco spazio all’interpretazione», dice preoccupato chi ci si è imbattuto. Ma c’è anche un video diffuso nelle scorse settimane. L’autore sarebbe un allenatore, che filma un atleta mentre corre lungo la pista di atletica. Sullo sfondo, in prossimità della curva, si vede chiaramente la benna di un escavatore sul bordo della pista. «Un dettaglio – dicono ancora i frequentatori del parco – che evidenzia senza equivoci come l’impianto sia ancora a tutti gli effetti un cantiere, con potenziali rischi evidenti per l’incolumità di chi lo frequenta».

Inutile dire che consentire l’accesso a minori in un’area del genere li espone a pericoli non di poco conto, con eventuali conseguenze difficili da giustificare. Ma le polemiche girano attorno anche al tema dei valori educativi dello sport. «Insegnare il rispetto delle norme, il senso civico e la responsabilità dovrebbe essere alla base di ogni attività sportiva. In questo contesto, invece, il messaggio che passa è esattamente l’opposto». Per questo, si rincorrono alcune domande. La prima è se siano state concesse autorizzazioni ufficiali solo ad alcune società a svantaggio di altre. Cosa comunque alquanto improbabile.

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