Olbia, schiaffi e minacce di morte alla moglie: 40enne condannato – Cosa è successo
La vittima è seguita dal Centro antiviolenza Prospettiva Donna
Olbia Si è concluso con la condanna a due anni di reclusione e al risarcimento di 10mila euro alle vittime dei maltrattamenti – madre e figlia minore (quest’ultima vittima di violenza assistita) –, il processo che vedeva imputato un uomo di 40 anni, residente in città. I maltrattamenti, secondo il capo d’accusa, erano cominciati nel 2019 ed erano proseguiti fino al 2024, quando nei confronti dell’uomo era scattato il provvedimento di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, anche lei 40enne.
Violenze verbali e aggressioni fisiche sarebbero avvenute anche davanti alla figlia minore. In preda agli effetti dell’alcol, l’uomo la insultava continuamente e la minacciava di morte, la colpiva con schiaffi e le tirava i capelli, costringendola a vivere nel timore che potesse accadere qualcosa di grave a lei e alla figlia. Un giorno per difendersi dagli attacchi d’ira del marito, si era dovuta armare con un coltello per farlo desistere.
Per anni, la donna aveva vissuto nel terrore. Lui le avrebbe anche vietato di trovarsi un lavoro e di frequentare i suoi familiari. La giovane è seguita dal centro antiviolenza di Olbia Prospettiva Donna che ha predisposto per lei fin da subito un percorso psicologico di rielaborazione del vissuto di violenza. Oggi 8 aprile la conclusione del processo con la condanna dell’uomo a 2 anni di reclusione – la pm Noemi Mancini aveva chiesto 4 anni – da parte del collegio presieduto da Caterina Interlandi. L’imputato era difeso dall’avvocato Giuseppe Remedia, la donna era costituita parte civile con l’avvocata Delia Serra. (t.s.)
