Olbia, il pronto soccorso allo sprint finale: quasi finiti i lavori di ampliamento
Tac all’interno del dipartimento di emergenza-urgenza: è l’unica nell’isola
Olbia Spazi più ampi, percorsi separati, una nuova organizzazione pensata per gestire i flussi e, soprattutto, una novità assoluta per la Sardegna: la Tac installata direttamente all’interno del pronto soccorso. I lavori di riqualificazione nel dipartimento di emergenza-urgenza del Giovanni Paolo II sono nella fase finale e, salvo imprevisti, saranno conclusi a metà maggio. Il nuovo volto del pronto soccorso è ormai definito e la struttura ampliata di circa 600 metri quadrati si prepara dunque a diventare operativa. La parte più complessa, quella degli impianti, è quasi completata e ha rappresentato il passaggio più lungo. Con l’arrivo delle lastre piombate si può procedere all’installazione della Tac, elemento centrale del progetto. Da qui in avanti si procederà più rapidamente, fino alla consegna definitiva.
L’ingresso conduce a una prima zona di attesa pensata anche all’esterno: uno spazio coperto ma aperto, destinato ai visitatori. Da qui si accede a una seconda sala interna riservata ai pazienti. Subito dopo si sviluppa l’area triage, organizzata in più postazioni e progettata per rendere più fluida la fase di accoglienza, con la rilevazione dei parametri e la prima valutazione clinica. Superata questa fase, il percorso prosegue verso le aree di osservazione e i locali di servizio. Cuore del nuovo assetto è la diagnostica: la Tac è collocata in posizione strategica, in collegamento diretto con la sala rossa, consentendo esami immediati senza trasferimenti in altri reparti. Una soluzione che permette di ridurre i tempi di diagnosi e intervento, soprattutto nei casi più gravi. È prevista inoltre una riorganizzazione dei percorsi per i codici minori, che saranno gestiti in ambienti dedicati e separati da quelli destinati alle urgenze più complesse. L’ampliamento arriva in un momento di forte pressione per il pronto soccorso di Olbia, tra i più sollecitati dell’isola.
Durante l’estate si raggiungono anche i 250 accessi al giorno, mentre già in queste settimane la media si attesta intorno ai 120 ingressi quotidiani, complice una stagione turistica partita in anticipo. Nei giorni scorsi tutti i responsabili dei pronto soccorso della Sardegna, compresa Rosy Beretta che guida il dipartimento di urgenza-emergenza del Giovanni Paolo II, sono stati ascoltati dalla Commissione regionale sanità. In attesa di interventi strutturali, la richiesta condivisa è stata quella di prorogare i contratti dei medici gettonisti, in scadenza a fine giugno, considerati indispensabili per garantire la tenuta del servizio nei mesi caldi. Ma c’è anche un’altra novità. La Asl Gallura sta lavorando a un progetto sperimentale che dovrebbe partire a giugno. L’obiettivo è attivare, in alcuni centri del territorio, punti di primo intervento (piccoli pronto soccorso) dedicati ai casi a bassa complessità. Non semplici guardie mediche, ma presidi attrezzati per eseguire esami diagnostici di base, come analisi del sangue, elettrocardiogrammi ed ecografie. In queste strutture opererebbero un medico e un infermiere, con la funzione di intercettare una parte degli accessi impropri e alleggerire il carico sul pronto soccorso di riferimento, che continuerà a gestire le situazioni più gravi. Una rete diffusa, pensata per coprire il territorio della Gallura e rispondere in modo più efficace all’imminente aumento della domanda sanitaria.
