La Nuova Sardegna

Olbia

La lite

Accoltellamento nel night, l’accusato al giudice: «Mi sono difeso»

Accoltellamento nel night, l’accusato al giudice: «Mi sono difeso»

Dopo aver ferito la vittima, il trentacinquenne si era dato alla fuga

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Olbia Da venerdì scorso Kendil Ragheb, 35 anni tunisino, si trova rinchiuso nel carcere di Bancali con l’accusa di tentato omicidio. La notte del 25 marzo, durante una lite scoppiata all’interno del night la “Tana del Drago 2”, in zona Bandinu, ha sferrato diverse coltellate a un cliente, ferendolo al volto, al torace e all’addome. «Ho agito per difendermi, non l’ho colpito per uccidere», ha detto il giovane ieri durante l’interrogatorio. Difeso dall’avvocato Mario Inzaina, Kendil Ragheb ha risposto a tutte le domande della gip del tribunale di Tempio, Federica Distefano, cercando di chiarire la sua posizione e la dinamica dei fatti che avrebbe coinvolto più persone. Un episodio sul quale sono ancora in corso le indagini da parte dei carabinieri di Olbia, coordinati dal procuratore di Tempio facente funzioni, Alessandro Bosco.

Il 35enne era stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip. Dopo l’accoltellamento, era fuggito facendo perdere le sue tracce. I carabinieri erano risaliti a lui attraverso le immagini della videosorveglianza installate nella zona e le testimonianze raccolte tra i presenti al momento del fatto. Nonostante le ferite, la vittima era riuscita a raggiungere il pronto soccorso di Olbia, dove era stata sottoposta alle cure. I sanitari gli avevano assegnato una prognosi di dieci giorni. Il giorno dopo l’arresto, il night dov’è avvenuta l’aggressione è stato chiuso per 15 giorni su disposizione del questore di Sassari, Filiberto Mastrapasqua. (t.s.)

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