Olbia, il sorriso di Sami e la forza del dono: l’Avis premia gli studenti meritevoli e generosi
Cerimonia al liceo Gramsci. Ricordato l’alunno-donatore dell’Ipia che morì in un incidente stradale
Olbia C’è stato un momento, più di tutti, che ha fermato le parole. Il ricordo di Sami, studente dell’Ipia morto lo scorso anno in un incidente stradale mentre andava al lavoro, ha riempito di emozione l’iniziativa che l’Avis Olbia ha organizzato al liceo Gramsci. Una giornata per premiare gli studenti diplomati nell’anno scolastico 2024–2025 che si sono distinti sia per il merito scolastico che per l’impegno nella donazione di sangue.
Un passaggio carico di significato, all’interno di un progetto innovativo, capace di attirare anche l’attenzione della stampa nazionale: quello che vede protagonisti gli alunni maggiorenni delle scuole superiori della città e della Gallura, che a rotazione si recano al centro trasfusionale per donare. Il cambio di passo è stato netto rispetto al passato, quando erano le autoemoteche a raggiungere gli istituti. Oggi sono i ragazzi a muoversi, assumendosi in prima persona la responsabilità del dono e contribuendo a un incremento significativo delle donazioni.
A introdurre il momento dedicato a Sami è stato il presidente dell’Avis di Olbia, Gavino Murrighile, che ha mostrato un video del giovane, capace di superare le centomila visualizzazioni, in cui invitava i coetanei a donare il sangue. Quindi la consegna di un riconoscimento alla famiglia, presente con il padre e i fratelli. «Un ragazzo speciale, educato, rispettoso, un vero trascinatore», lo ha ricordato il professor Ciro Punzo, che ha realizzato e donato alcune fotografie in sua memoria. L’evento, moderato da Augusto Ditel, ha riunito dirigenti scolastici, rappresentanti dell’Avis, ordini professionali e associazioni di categoria, ma soprattutto gli studenti, veri protagonisti.
Ad aprire e poi a chiudere gli interventi è stata la dirigente scolastica del Gramsci, Salvatorica Scuderi, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «La scuola non è solo nozioni, è vita. E donare il sangue è vita». Un concetto ripreso da Gianluca Corda, dirigente del liceo scientifico Mossa e da Stefano Palmas, ds dell’Ipia: «Sono i ragazzi, come detto, che si recano al centro trasfusionale. Hanno deciso di adottare un bisogno del territorio».
Il progetto, promosso dall’Avis di Olbia e condiviso appunto dalle scuole superiori, rappresenta oggi un modello virtuoso. «Il sangue è l’unica cosa che non si può produrre in laboratorio – ha ricordato Murrighile – e senza donazioni il sistema sanitario si blocca». Lo stesso Murrighile ha poi lasciato il palco ad Agostino Chiaffitella, presidente onorario ed ex guida dell’Avis olbiese, riconoscendone pubblicamente il lavoro svolto negli anni.
Durante la premiazione sono stati distribuiti gli assegni di merito dell’Avis regionale: borse di studio da 250 euro ciascuna destinate agli studenti diplomati lo scorso anno, individuati in base al voto di maturità e al numero di donazioni effettuate tra settembre 2024 e agosto 2025. A ciascuno di loro è stata consegnata anche una pergamena.
Ecco i premiati, in ordine alfabetico: Fabrizio Achenza (Liceo Gramsci, Olbia), Beatrice Angius (Liceo Mossa, Olbia), Marta Asara (Liceo Mossa, Olbia), Elena Bittu (Liceo Gramsci, Olbia), Francesca Caddeo (Liceo Mossa, Olbia), Renato Careddu (Liceo Gramsci, Olbia), Mirko Codina (Liceo Falcone e Borsellino, Arzachena), Riccardo Sanna (Liceo Gramsci, Olbia), Rosa Ugnutu (Liceo Dettori, Tempio), Elisa Vivaldi Maimone (Istituto Deffenu, Olbia). E poi Emida Varchetta, dell’Ipsar di Arzachena che ha ricevuto (fuori graduatoria) una borsa di studio assegnata dall’Avis di Golfo Aranci
Accanto a questi riconoscimenti, il progetto guarda già avanti: gli studenti che stanno partecipando alla campagna di donazione in corso saranno i protagonisti delle prossime premiazioni, mentre al termine dell’anno scolastico verranno estratti due biglietti per un weekend a Parigi per ogni scuola superiore coinvolta. A rotazione hanno poi parlato i rappresentanti degli ordini professionali e delle associazioni di categoria: Edoardo Oggiano, presidente della Confcommercio, Marina Deledda per la Cna Service, Giuseppe Contu per Confindustria, Federico Fadda per Confartigianato, Marco Decandia presidente dell’Ordine dei commercialisti e Carlo Selis, presidente dell’Ordine degli avvocati di Olbia Tempio.
Tra le storie emerse, quella della famiglia Careddu che dona il sangue dal 1985. A ritirare il premio per il nipote, che porta il suo stesso nome, è stato Renato Careddu, ex sindaco di Olbia, ricordato per aver accolto in città negli anni 80 Lady Diana e il principe Carlo. A chiudere l’iniziativa è stato Pino Mulas, protagonista della nascita del centro trasfusionale. (s.p.)
