A Olbia le coriste di David Gilmour: si inaugura la nuova arena del Molo Brin
Tutto pronto per il concerto gratuito davanti al museo archeologico
Olbia Da Londra a Olbia. Il debutto internazionale parte dalla Gallura. Certo, con David Gilmour hanno girato il mondo e già toccato vette celestiali, ma stavolta hanno deciso di fare tutto da sole. E quindi eccole qui, armate di voce, arpa, chitarra, pianoforte e percussioni. Louise Marshall, le sorelle Hattie e Charley Webb e Romany Gilmour – quest’ultima figlia 24enne della leggenda dei Pink Floyd – un anno fa hanno fondato l’Mgw Quartet e per la prima volta in assoluto, adesso, portano il loro progetto al di là dei confini britannici. Prima tappa a Olbia, dunque, domani sera (30 maggio) alle 20 nella nuova arena per gli eventi che il Comune ha realizzato al Molo Brin, di fronte al museo archeologico. Domenica 31, invece, appuntamento a Cagliari, alle 20 al Teatro Doglio.
Nella serata di oggi, venerdì 29 maggio, le quattro coriste di David Gilmour sono state accolte nella sala giunta del municipio olbiese in vista del concerto (gratuito) di domani, inserito all’interno della 19esima edizione del Culture Festival. Ad accompagnare il quartetto a Olbia è stato Simone Pittau, ideatore e direttore artistico del festival che da anni accoglie nell’isola nomi e formazioni di un certo livello. A Olbia e a Cagliari l’Mgw Quartet proporrà brani inediti e anche diverse cover, naturalmente dei Pink Floyd, per uno show particolarmente ricercato e raffinato che durerà circa 90 minuti. «Per me è un onore tornare qui. Ricordo il concerto di un anno fa e, adesso, sono contenta di aver portato a Olbia anche loro tre» commenta Louise Marshall, che nell’estate del 2025 aveva già cantato a Olbia sempre all’interno del Culture Festival. «Con Louise ci siamo conosciuti molti anni fa a Londra, quando ero ancora uno studente. Ed è sempre bello averla qui in Sardegna» aggiunge Simone Pittau, che, tra le altre cose, da violinista ha anche fatto parte per 18 anni dell’orchestra di Ennio Morricone.
«Il nostro progetto è nato circa un anno fa – spiega invece Charley Webb – dalla volontà di creare insieme nuove opportunità al di là dell’esperienza con David, che in questo percorso ci sostiene». Una formazione che, per l’esattezza, ha preso vita dopo il tour
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