Raccolta dei rifiuti in Gallura, l’accusa della Uil: «Carichi di lavoro insopportabili»
La denuncia del sindacato: «Mancano uomini e mezzi, sicurezza a rischio per gli operatori»
Olbia Organizzazione del lavoro, distribuzione dei carichi, sicurezza operativa, tutela della salute e benessere dei lavoratori. L’altra faccia dell’emergenza rifiuti in Gallura, soprattutto la fascia costiera, riguarda le condizioni di lavoro degli operatori, tanto precarie da diventare una vertenza sindacale sul tavolo della Uil trasporti, settore igiene ambientale. «Il lavoro è dignità – dice Luisella Maccioni della segreteria regionale – quindi deve essere organizzato nel rispetto della persona, della sua salute e del suo benessere». È un vero e proprio libro nero quello compilato dalla Uil a proposito del lavoro nel mondo dei rifiuti. Un impressionante elenco di carenze e disagi che poco o nulla hanno a che fare con la dignità del lavoro e con la sicurezza, soprattutto d’estate. «Non è accettabile che i carichi di lavoro aumentino senza una corrispondente valutazione degli organici e delle attrezzature necessarie per lavorare in sicurezza – accusa Luisella Maccioni –. Soprattutto d’estate quando in Gallura la popolazione cresce e l'incremento delle presenze comporta inevitabilmente un aumento della produzione di rifiuti e delle richieste di servizio, trasformando l'ordinaria gestione in emergenza».
I dati parlano chiaro: secondo quanto rilevato dal Cipnes, dal 29 aprile al 26 maggio la piattaforma di Spiritu Santu ha registrato 3.671,6 tonnellate tra rifiuto urbano non differenziato (secco) e rifiuto biodegradabile umido, con una crescita del 3,3% rispetto allo conferimenti di plastica, vetro, lattine e materiali ingombranti, e altro. «A fronte di questi dati, la realtà è drammaticamente inadeguata – continua la Uil –. Personale e mezzi a disposizione sono insufficienti a far fronte al carico di lavoro e troppo spesso sono gli stessi lavoratori a dover sopperire alle carenze, garantendo comunque il servizio con senso di responsabilità. Gli operatori, oltre a svolgere regolarmente la raccolta porta a porta, ogni giorno si occupano di enormi quantitativi di rifiuti anche dalle eco isole dove l'utente scarica di tutto, spesso senza controlli. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni: i lavoratori nelle isole ecologiche effettuano manualmente operazioni di smistamento e caricamento dei rifiuti, il più delle volte su mezzi a vasca o costipatori sprovvisti di compattatore, dove i rifiuti vengono caricati a mano, senza poter agganciare i cassonetti. Una situazione preoccupante perché mette a repentaglio la salute e la sicurezza degli operatori. I numeri nazionali confermano l'emergenza: secondo i dati Inail, 1 operatore su 9 subisce un infortunio sul lavoro, con circa 10 mila casi all'anno. Le malattie professionali aumentano, con un boom delle patologie dell'apparato osteoarticolare e respiratorio, soprattutto tra 50 e 64 anni. In Gallura la situazione è uguale . Poi la tipologia di raccolta: ogni lavoratore effettua da 700 a 1.000 prese al giorno, a seconda del volume del territorio e delle zone assegnate».
In questo scenario la Uil sollecita «un adeguato potenziamento degli organici, una migliore organizzazione del lavoroe la disponibilità di mezzi e attrezzature adeguati alle esigenze del territorio. Inoltre, la sicurezza e una corretta organizzazione dei servizi non devono essere responsabilità esclusiva delle aziende, ma anche delle amministrazioni locali. Chi amministra deve contribuire alla costruzione di un sistema che metta al centro la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori».
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