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Il caso

Cala Finanza, interviene Giuseppe Meloni: «Le leggi della Regione vanno rispettate»

Cala Finanza, interviene Giuseppe Meloni: «Le leggi della Regione vanno rispettate»

Il vicegovernatore ed ex sindaco di Loiri Porto San Paolo sul progetto Tavolara Bay

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Porto San Paolo Da queste parti era sicuramente l’intervento più atteso. «Mi è stato chiesto di esprimermi e l’ho fatto innanzitutto con i fatti» sottolinea lui stesso, Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e sindaco di Loiri Porto San Paolo dal 2012 al 2017. È tramite un video pubblicato su Facebook che Meloni – molto vicino all’attuale primo cittadino Francesco Lai – chiarisce la sua posizione, totalmente in linea con quella della presidente Alessandra Todde e dell’assessore regionale all’Urbanistica Francesco Spanedda. Al centro di tutto c’è naturalmente il contestato maxi progetto Tavolara Bay a Cala Finanza, per il quale il governo nazionale ha dato il suo via libera in contrasto con il no già espresso dalla Regione. Meloni attacca dunque Roma e dice: «Le norme regionali non si bypassano. È inaccettabile. Sono favorevole agli investimenti, ma solo quando rispettano le leggi».

L’ex sindaco

Il vicegovernatore ricostruisce l’intero iter. «Quella di Cala Finanza è un bellissima località che conosco molto bene perché sono stato sindaco di quel territorio – ricorda Meloni –. Un gruppo cosiddetto di brasiliani sta portando avanti un investimento nella zona di Porto San Paolo che inizia con un progetto su una villa a Cala Finanza, che è stata acquisita recentemente dagli stessi investitori. Si tratta di una zona ad altissimo pregio ambientale e naturalistico, tant’è vero che nel Piano urbanistico comunale è classificata come Zona H». Il progetto Tavolara Bay – che parte dunque da Cala Finanza e che si basa soprattutto su un masterplan da 100 ettari con albergo a cinque stelle, ville, eliporto e campo da golf da realizzare in un’altra area di Porto San Paolo – è del gruppo Jhsf Fasano. Il Comune, guidato dal sindaco Francesco Lai, si è detto favorevole all’operazione Cala Finanza, mentre per il resto del progetto le carte ancora non sono state presentate. Un via libera arrivato dal consiglio comunale, mentre un tecnico del Comune, in sede di conferenza di servizi, ha dato un parere negativo. Pareri politici e tecnici, dunque, non vanno nella stessa direzione. Ma Meloni chiarisce: «Gli investitori hanno chiesto di poter mutare la destinazione d’uso, nell’area della villa, da Zona H, cioè tutela integrale, a Zona F, quindi insediamenti turistici. Il consiglio comunale, nel novembre 2025, solo su questo aspetto ha dato l’ok, a patto che non ci fossero incrementi di volumetrie e fossero tenuti salvi gli accessi al mare». Poi l’iter ha seguito il suo percorso a Roma nei tavoli della conferenza di servizi della Zes unica per il Mezzogiorno. «La struttura di missione – prosegue Meloni – si è pronunciata con una procedura accelerata che ha di fatto bypassato tutti i pareri tecnici che erano stati forniti dal Comune e dagli uffici della Regione. Pareri contrari per le violazioni rispetto alla normativa vigente, sia di carattere nazionale che regionale. Una normativa non superabile con una conferenza di servizi prevista da una legge nazionale, che non può superare le prerogative della Regione. È inaccettabile».

La linea

Meloni spiega poi di aver sempre fatto sentire la sua voce. «Ero presente in giunta, il 18 febbraio, quando abbiamo deliberato l’autorizzazione alla presidente a fare opposizione presso il Consiglio dei ministri – dice il vicegovernatore –. Ero presente anche ad aprile quando abbiamo deliberato l’incarico ai legali per fare ricorso ai tribunali competenti. E ho sostenuto fortemente la presidente quando si è presentata in Consiglio dei ministri per difendere questa opposizione e le prerogative della Regione, che non può essere assolutamente bypassata su una materia così importante e delicata. Si creerebbe un precedente davvero pericoloso e grave nei rapporti tra Stato e Regione». L’8 luglio il Tar della Sardegna si pronuncerà sulla sospensiva chiesta dalla Regione per quanto riguarda la deliberazione del Governo. «Siamo convinti che i tribunali ci daranno ragione – aggiunge Meloni –. Mi è stato chiesto di esprimermi. Io, come vedete, l’ho fatto con i fatti. Ci sono atti ben precisi nei quali la mia posizione risulta chiara. Investimenti di questo tipo, quando vengono da buoni imprenditori e rispettano le leggi, sono ben accetti e li accogliamo con grande attenzione. Però deve essere chiaro che esiste un Puc che non può essere derogato e sorpassato con una semplificazione amministrativa. Questo non significa respingere gli investimenti, ma accogliere gli investitori seri che si siedono con noi e pianificano il territorio. Sarò sempre vigile e presente nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente». (d.b.)

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