Tempio, le strade diverse dei due sfidanti. Masu: «Niente accordi». Addis pronto al dialogo con tutti
Resta da capire quali come si muoveranno i tre esclusi in vista del ritorno alle urne
Tempio La scadenza si avvicina e la tensione, inevitabilmente, cresce. A poco più di una settimana dal ritorno alle urne che farà luce sull’identità di chi guiderà la città per i prossimi cinque anni, Tempio vive una situazione mai prima sperimentata: l’attesa per il ballottaggio e un supplemento di campagna elettorale che, giocoforza, dovrà essere diversa da quella che ha preceduto il primo turno. Di inedito, oltre che di inatteso, ci sono poi i nomi della coppia che comparirà sulle schede del 21 e 22 giugno: Gianni Addis e Gianna Masu. In comune hanno giusto il nome, per il resto, per chi ha avuto modo di farne una conoscenza più approfondita in quest’ultimo periodo, le differenze sono tante e non tutte facili da ricomporre.
A partire dalla posizione che i due contendenti stanno assumendo sul ballottaggio: Addis non nasconde la possibilità che dai prossimi contatti nascano intese o accordi prima non previsti anche con figure e raggruppamenti considerati avversari sino al giorno delle elezioni; Masu, da parte sua, non fa altro che ribadire la sua totale contrarietà a variazioni di linea e calcoli strategici. Il primo si appella agli schemi della politica per così dire più classica, quella fatta di negoziazioni e alleanze. La seconda vorrebbe, invece, rompere quegli schemi e non intavolare trattative con chicchessia. «Nessun accordo. Né ieri, né oggi, né domani. Niente alleanze, né ufficiali, né sottobanco»: questo è quanto molto lapidariamente ha dichiarato la candidata di “Con Tempio fronte comune”, rispondendo alla domanda, inevitabile in questi giorni, di possibili intese prima del ballottaggio. Non è, certo, una novità, perché la sua posizione non è cambiata di una virgola. Lo aveva chiarito sin dal giorno della sua prima presentazione pubblica, rispondendo un po’ piccatamente a Romeo Frediani, che allora non avrebbe mai pensato di ricandidarsi a sindaco.
Frediani, apprezzandone slancio e impegno, la invitò a considerare l’opportunità di estendere il confronto. La risposta di oggi non è altro che una replica di quella presa di posizione: «La linea è quella tracciata dal 27 dicembre. Non mi sono spostata e non mi sposterò neanche di un millimetro».
Diverso è il discorso che potrebbe fare Gianni Addis, che ha in un certo senso “resettato” la situazione. «La quale – ha detto – è tutta da valutare». Ha anche fatto capire che tutto è possibile perché non c’è nessuna contrarietà «a intraprendere interlocuzioni con liste avversarie sino a ieri per vedere se c’è interesse anche da parte degli altri». La condizione che Addis pone è quella della governabilità e della capacità di chi dovesse entrare nell’intesa di mettere l’interesse comune al di sopra di tutto». Parole che sanno di strategia e che fanno pensare che qualcosa si stia muovendo. «Se ne saprà di più tra qualche giorno», glissa Addis.
In un modo o nell’altro i tre candidati delle liste tagliate fuori dal ballottaggio dovranno dire quale posizione avranno preso. Se gli elettori ne terranno conto è cosa nient’affatto scontata.
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