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Il piano urbanistico

Olbia, il Puc finisce sotto esame: i cittadini presentano 600 osservazioni

di Dario Budroni
Olbia, il Puc finisce sotto esame: i cittadini presentano 600 osservazioni

Maratona in Consiglio comunale. Poco più di un anno fa il primo via libera

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Olbia Toccherà armarsi di santa pazienza e tazzine di caffè. I consiglieri comunali sono avvisati: venerdì 19 giugno i lavori cominceranno alle 9 e proseguiranno fino alla sera. E se non si riuscirà a chiudere esami e discussioni entro la giornata, ci si rivedrà sabato mattina alla stessa ora. La convocazione del consiglio comunale, da parte del presidente Marzio Altana, sembra quasi l’annuncio di una maratona. All’ordine del giorno c’è un solo punto: l’esame delle osservazioni al Piano urbanistico comunale. Ma a rendere particolarmente lunga la seduta del prossimo fine settimana sarà l’elevato numero delle osservazioni presentate: seicento. Sono quelle dei privati, cioè dei cittadini che, per un motivo o per l’altro, hanno ritenuto opportuno presentare all’amministrazione rilievi, richieste di modifica o proposte al piano che era stato adottato poco più di un anno fa dall’aula di via Garibaldi, in adeguamento al Ppr e al Pai.

La maratona

La città non ha ancora un suo piano urbanistico. Nel 2004 il primo tentativo, mentre il secondo risale al 2020. In quel caso troppe le osservazioni avanzate dalla Regione, così l’amministrazione Nizzi ha optato per una nuova adozione cercando di muoversi il più possibile all’interno dei confini individuati da Cagliari. L’iter che porterà all’approvazione finale è in corso e, prima del via libera o meno da parte degli uffici regionali, deve essere chiuso il capitolo delle osservazioni dei cittadini. Seicento pratiche che il consiglio comunale dovrà analizzare, discutere e votare una per una. Per questo il presidente del Consiglio Marzio Altana ha già annunciato che, con tutta probabilità, sarà necessario riunirsi anche nella giornata di sabato. Resterà da capire, adesso, su cosa si concentrerà il grosso delle osservazioni dei privati e quali saranno quelle più rilevanti dal punto di vista del futuro urbanistico della città.

Il Puc di Olbia

Nonostante l’importanza dell’argomento, il Puc portato in aula nel maggio del 2025 non ha generato un grande dibattito. Tra i punti principali, rispetto al passato, il tramonto definitivo di Costa Turchese, cioè il vecchio progetto di sviluppo turistico della famiglia Berlusconi a Capo Ceraso, e l’ aumento delle zone H, cioè quelle di massima tutela per questioni di valore paesaggistico e archeologico. Restano i progetti di almeno due nuovi hotel (minimo 5 stelle): uno a Sa Testa e l’altro nella zona di Portisco. Poi lo stop alle nuove lottizzazioni a San Pantaleo e il sì a un nuovo sviluppo a Murta Maria, ma lontano dal mare. Poche le novità per Olbia città, dove si prevede uno sviluppo più in altezza anche se restano le aree di espansione precedentemente individuate. «Presentiamo uno strumento molto più snello con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei cittadini – aveva spiegato il sindaco Settimo Nizzi –. Olbia è un posto dove si vive bene e dobbiamo proseguire su questa strada, ma tutti noi dobbiamo anche rinunciare a qualcosa per il bene della città. Questo non è un Puc di lunga durata, ha un orizzonte di 10-15 anni». L’assessore all’Urbanistica Bastianino Monni aveva poi aggiunto: «È un Puc green e sarà alla base dello sviluppo armonioso di Olbia e del suo territorio». Il piano era stato votato dalla maggioranza e dal gruppo civico Liberi, che siede tra i banchi della minoranza. Il Pd aveva votato no, mentre l’unico esponente M5s aveva optato per l’astensione.

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