La Nuova Sardegna

Olbia

Il caso

Cala Finanza, revocata la delibera di novembre: «Sono venute meno le condizioni»

di Marco Bittau
Cala Finanza, revocata la delibera di novembre: «Sono venute meno le condizioni»

Gli uffici comunali hanno accertato la presenza di nuove strutture installate

3 MINUTI DI LETTURA





Porto San Paolo Non c’è più la delibera numero 50 approvata dal consiglio comunale lo scorso novembre. In un clima da resa dei conti la stessa assemblea l’ha revocata con un colpo di maggioranza, dopo che i quattro consiglieri d’opposizione hanno abbandonato l’aula. Non c’è più, ma la revoca resta un atto meramente politico di fronte all’autorizzazione unica rilasciata dal Governo con la procedura della Zes per il Mezzogiorno. La partita su Cala Finanza e sul progetto Tavolara bay, insomma, è ancora tutta da giocare e il prossimo appuntamento adesso sarà l’udienza dell’8 luglio al Tar. «Sono mutate le condizioni, presupposto di quella delibera». Come già aveva riferito in aula la scorsa settimana, il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, anche oggi, 30 giugno, ha ripetuto che gli uffici comunali hanno accertato violazioni alle condizioni imposte da quella delibera (zero volumetrie, accesso libero alle spiagge e il 50% dell’area acquistata da destinare a parco pubblico).

Quali violazioni? Nessuno ha ancora costruito niente, ma sul terreno ci sarebbero i moduli per i bungalow. «Non saranno di cemento, ma pur sempre volumi». Tracce di glamping – il campeggio di lusso della discordia – dunque e tanto basta per ritirare il parere favorevole al progetto della Tavolara bay srl a Cala Finanza. La società immobiliare che fa capo al colosso Jhsf Fasano, brasiliano di San Paolo, ha già fatto sapere che andrà avanti lo stesso, forte dell’autorizzazione unica via Zes, ma anche la Regione e gli ambientalisti del Gruppo d’intervento giuridico hanno ribadito che si opporranno con ogni mezzo e in qualunque sede, a cominciare da quella giudiziaria. «La revoca di quella delibera, votata anche dalla minoranza è un atto di responsabilità politica che tutti i consiglieri comunali dovrebbero assumere – così il sindaco Francesco Lai all’indirizzo dei quattro rappresentanti dell’opposizione mentre abbandonavano l’aula –. Al primo posto ci deve essere sempre non l’interesse politico ma quello della comunità. La delibera revocata costringeva la società a rivedere le sue richieste e subordinava il giudizio politico favorevole ad alcune condizioni per noi imprescindibili. Un presupposto che ora, come accertato dagli uffici tecnici, è venuto meno».

«È stata una scelta politica allora e lo è anche adesso – aggiunge il consigliere di maggioranza Giovanni Antonio Orunesu –. Forte dell’autorizzazione data dal Governo con la Zes per il Mezzogiorno, la Tavolara bay srl poteva ottenere quello che inizialmente chiedeva, cioè una zona F4 a Cala Finanza. Invece il consiglio comunale ha posto dei paletti». Diversa la posizione dei quattro consiglieri di minoranza. «Quella del sindaco è una posizione ambigua», accusa Elio Decandia; «È in stato confusionale – aggiunge Maurizio Zirottu rivolto al sindaco e alla maggioranza –. Chi ha trattato con la Tavolara bay? La responsabilità di quella delibera portata in consiglio comunale a novembre è soltanto vostra e la sua revoca adesso è un grave errore che rischia di esporci ad azioni giudiziarie da parte della società che ha investito centinaia di milioni nel progetto». «Nessun errore – ha ribattuto il sindaco Francesco Lai – semplicemente la presa d’atto delle diverse condizioni rispetto a quelle presupposto di quella delibera. Facciamo quello che diciamo: avevamo posto delle condizioni che ora sono venute meno e, di conseguenza, viene meno anche il nostro giudizio favorevole verso il progetto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La tragedia

Caldo torrido, un’altra morte in mare: è l’ennesimo caso in Sardegna – Ecco dove

di Gavino Masia
Le nostre iniziative