«Bella la musica ma abbassate il volume: vogliamo dormire» – La protesta
La movida delle notti d’estate disturba il riposo dei residenti al centro storico: esposti, segnalazioni e raccolta firme
La Maddalena «Non ce l'abbiamo con i locali, né con la musica. Viviamo in centro perché ci piace un paese vivo, con ristoranti, persone e socialità. Il problema è il volume». È la denuncia di un gruppo di abitanti del centro storico della Maddalena, che torna a puntare i riflettori su una situazione che definisce «ormai insostenibile» durante tutta la stagione estiva. La protesta riguarda soprattutto le zone di via XX Settembre, corso Vittorio Emanuele e piazza Umberto I. «Da circa cinque anni, durante tutta l'estate, alcuni esercizi diffondono musica amplificata a livelli tali da rendere impossibile il riposo fino alle due o alle tre di notte. I bassi attraversano muri e abitazioni anche con i doppi vetri». I residenti precisano di non contestare la presenza delle attività. «Non chiediamo un centro spento o silenzioso. Chiediamo soltanto un equilibrio tra turismo, attività economiche, musica e diritto al riposo».
Tra le testimonianze c'è quella di una donna che racconta le difficoltà vissute quotidianamente. «Mio padre ha ottant'anni e vive qui. Io stessa, molte sere, sono costretta a lasciare casa e andare a dormire altrove pur di riuscire a riposare». «Abbiamo fatto segnalazioni, esposti, raccolte firme, parlato direttamente con i gestori e chiesto di moderare il volume, ma senza risultati concreti - prosegue il gruppo .. Quando si chiamano le forze dell'ordine spesso ci viene risposto che non ci sono pattuglie disponibili o che non è possibile effettuare nell'immediato le misurazioni fonometriche». La lamentela, assicurano, sta coinvolgendo sempre più persone.
«C'è chi ha acquistato casa recentemente nel centro storico e oggi pensa già di venderla o affittarla perché ritiene impossibile viverci serenamente. Io stessa mi chiedo: se decidessi di vendere, chi comprerebbe casa in queste condizioni?. Ma il problema va oltre il disagio di chi abita nel centro storico. Molti immobili sono ormai diventati seconde case o strutture ricettive perché è impossibile viverci. Temiamo che l'eccesso di rumore possa incidere negativamente anche sulla qualità dell'esperienza turistica e sulla vivibilità complessiva della zona. L'obiettivo, a questo punto, è portare il tema all'attenzione pubblica. Sentiamo la necessità che questa situazione venga finalmente raccontata e discussa. Stiamo anche valutando di promuovere un sondaggio anonimo tra i cittadini per raccogliere le testimonianze e misurare un malcontento che, a nostro avviso, va avanti da troppo tempo».
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