Olbia, il mare di Tavolara diventa una cantina naturale: sul fondale 1600 bottiglie di vino
La sfida di due professionisti olbiesi nel cuore del golfo
Olbia Il vino non riposa soltanto tra le mura di spazi bui e freschi. Anche il mare davanti all’isola di Tavolara può diventare una cantina, stavolta del tutto naturale. Nei mesi scorsi 1600 bottiglie di una nuova azienda, che si chiama appunto Taulara srls, sono state così adagiate a 38 metri di profondità nel cuore del golfo di Olbia. Non si tratta di un esperimento isolato ma del coronamento di un sogno (nato nel 2022) di due professionisti olbiesi uniti dalla passione per la propria terra: Marco Usai, imprenditore del settore nautico, e Daniele Depau, pilota civile. «Volevamo unire in un solo bicchiere il sapore della nostra terra e la forza del nostro mare» sottolineano i due, prima di spiegare il motivo che li ha spinti a immergere le loro bottiglie in fondo al mare che bagna Tavolara. «La risposta sta nel perfetto microclima marino – sottolineano Usai e Depau –. A quasi 40 metri di profondità, cullate dalle correnti della Gallura, le bottiglie godono di condizioni di conservazione che nessuna cantina sulla terraferma potrebbe mai replicare. La temperatura è costante: un termometro naturale che oscilla stabilmente tra i 12 e i 19 gradi. Poi il buio totale, che garantisce una protezione assoluta dai raggi solari, nemici storici del vino, e anche un gusto irripetibile: la pressione e il movimento del mare, infatti, accelerano e valorizzano l’affinamento, regalando sfumature aromatiche complesse e impossibili da ottenere con i metodi classici».
Ma non è solo una questione di palato. «Il mare è anche un artista – svelano Usai e Depau –. I mesi passati sott’acqua accarezzeranno il vetro, creando striature e incrostazioni marine uniche su ogni singola bottiglia, trasformandola in un vero e proprio pezzo da collezione irripetibile». È in particolare dalle verdi e silenziose vigne che circondano Monti che arrivano i vini che adesso riposano davanti all’isola di Tavolara. «Il vigneto di origine delle bacche si trova a Monti, zona d’eccellenza vitivinicola gallurese e culla di alcuni dei vini più importanti della Sardegna – spiegano ancora Marco Usai e Daniele Depau –. È da questo territorio rinomato che abbiamoa selezionato le eccellenze nate in vigna da destinare al mare». Tre i vini attualmente posizionati sul fondale marino. Un rosso e due bianchi: Còri, un Isola dei Nuraghi, e Carramusa e Chjana, due Vermentini di Gallura superiore Docg. Sull’altissima qualità dei loro prodotti Marco Usai e Daniele Depau sono pronti a scommettere e alla prova del nove mancano ormai pochi mesi. «Sì, l’attesa sta per finire – concludono –. Le bottiglie riemergeranno dal loro sonno sottomarino a settembre e, nei mesi successivi, il vino sarà finalmente disponibile per la vendita». (d.b.)
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