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Sanità e turismo

Incidenti stradali, traumi e malori da immersione: ecco l’estate del pronto soccorso di Olbia

di Stefania Puorro
Incidenti stradali, traumi e malori da immersione: ecco l’estate del pronto soccorso di Olbia

Un’altra stagione ad alta intensità per il reparto di emergenza-urgenza del Giovanni Paolo II

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Olbia Incidenti stradali gravi, risse e violenze, ma soprattutto un aumento dei casi legati alle immersioni. Sono state almeno una trentina, dall’inizio dell’estate, le persone arrivate al pronto soccorso del Giovanni Paolo II con una malattia da decompressione. Un flusso che si inserisce in un agosto già molto intenso: mercoledì 12 agosto si è registrato il picco, con 243 ingressi in una sola giornata, mentre il bilancio dei primi quindici giorni del mese è già di circa 2.500 pazienti. Un numero sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno, ma che fotografa comunque la forte pressione sul reparto nel cuore della stagione turistica. Sul fronte dei traumi, gli incidenti stradali gravi rappresentano circa il 10 per cento dei pazienti arrivati con le ambulanze o con l’elisoccorso. E per la metà si è reso necessario il trasferimento verso un hub di secondo livello. Tra le emergenze che stanno caratterizzando questa stagione ci sono appunto le conseguenze delle immersioni in mare, un fenomeno strettamente legato all’altissima presenza di turisti e appassionati di subacquea lungo le coste della Gallura. E poi ci sono le tante notti che finiscono male. Numerosi i feriti coinvolti in risse, spesso arrivati in ospedale in gravi condizioni ma non sono mancati altri episodi di violenza dopo i quali è stato necessario l’intervento di medici e infermieri. Il dato complessivo, però, non si discosta da quello del 2025. A luglio il pronto soccorso di Olbia, guidato da Rosy Beretta, ha registrato 4.821 pazienti, contro i 4.824 del luglio dello scorso anno. Una differenza praticamente nulla, dietro la quale si nasconde però una composizione di casi sempre più impegnativa.

Codici minori e attese Uno dei nodi resta quello degli ingressi, spesso impropri, a bassa priorità. I codici verdi e bianchi rappresentano stabilmente tra il 50 e il 60 per cento del totale, nonostante all’interno dello stesso ospedale sia presente la guardia medico-turistica. I numeri di luglio mostrano in particolare l’aumento dei codici bianchi, passati da 241 a 379. I verdi sono invece saliti da 114 a 175, gli azzurri da 154 a 238, gli arancioni da 78 a 109 e i rossi da 16 a 23. Le conseguenze sono anche i tempi di permanenza molto lunghi. Sempre lo scorso mese ci sono state persone che hanno aspettato anche 24 ore. Ma per le situazioni meno complesse, che non richiedevano un intervento ospedaliero urgente, sarebbe stato possibile rivolgersi alla guardia medico-turistica. Un dato significativo è invece quello relativo all’abbandono delle cure: il tasso è passato dal 15 per cento del luglio 2025 al 32 per cento del luglio 2026.

Anziani Rispetto allo scorso anno spicca con maggiore evidenza anche il problema degli anziani che rimangono su un letto del pronto soccorso in attesa di una collocazione assistenziale. Sono pazienti che, una volta superata la fase acuta, non avrebbero più necessità di restare in un reparto di emergenza, ma che non vengono dimessi perché hanno bisogno di una casa di riposo, di un ospedale di comunità o di un'altra soluzione. Alcuni restano dunque lì sino a quando non si libera un posto o quando viene individuata una struttura disponibile.

Il personale Anche sul fronte dell’organico il quadro è cambiato. A luglio i turni coperti dal personale medico strutturato, cioè dai medici in organico, sono stati 36, proprio come nello stesso mese del 2025. Sono invece aumentati in modo consistente i turni dei liberi professionisti, passati da 24 a 118. Nello stesso periodo sono scomparsi i turni dei gettonisti, che nel luglio dello scorso anno erano stati 150. La libera professione ha quindi sostituito almeno in parte il precedente ricorso ai gettonisti, consentendo di garantire la copertura dei turni in una stagione nella quale il reparto deve affrontare un’elevata varietà di emergenze.

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