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Giallo sulla morte di un ex 007 sardo arrestato in Tunisia: chi era e le ipotesi sul decesso

Giallo sulla morte di un ex 007 sardo arrestato in Tunisia: chi era e le ipotesi sul decesso

Per anni maresciallo dell’esercito italiano era stato raggiunto da un mandato di arresto internazionale per evasione fiscale

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Oristano Pochi giorni di detenzione nel carcere di Mornag in Tunisia, poi la morte avvolta tutt’ora nel mistero. Venerdì 14 agosto è stato ritrovato senza vita nella sua cella Antonino Urru, ex maresciallo dell’Esercito Italiano con un ruolo anche da agente segreto durante gli anni del suo servizio in divisa.

Oristanese di 78 anni era finito dietro le sbarre una decina di giorni prima su mandato di arresto internazionale emesso dalla magistratura italiana a seguito della condanna per evasione fiscale avvenuta qualche anno fa e poi passata in giudicato. Da allora le domande sono molte, le risposte poche. Le autorità non hanno ancora chiarito ufficialmente le cause del decesso, che ha trovato conferme in ambito diplomatico, e attorno agli ultimi giorni di vita dell’ex militare resta una zona d’ombra.

Era stato arrestato in Tunisia, il paese dove da qualche anno si era trasferito e dove conduceva ormai una vita lontana da Oristano e da quelle vicende giudiziarie che per alcuni anni ne avevano accompagnato il nome. Nella sua città, alle attività professionali e imprenditoriali aveva affiancato investimenti nel settore immobiliare, finiti più volte sotto l’attenzione della magistratura. La vicenda più pesante era quella che lo aveva portato alla condanna definitiva per evasione fiscale. Un’inchiesta nata oltre quindici anni fa in seguito agli accertamenti incrociati della guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate coordinate dalla procura della Repubblica.

Secondo la ricostruzione accusatoria, poi confermata dalla sentenza di condanna, attorno ad alcune operazioni immobiliari, era stato creato un complesso sistema di società e intermediazioni che aveva l’effetto di rendere difficile seguire il percorso del denaro e ricostruire i reali movimenti finanziari grazie al classico gioco delle scatole cinesi. Gli inquirenti erano comunque riusciti a seguire il flusso del denaro arrivando a contestare un’evasione di ingente entità, 815mila euro, al termine di una lunga stagione di sequestri, verifiche patrimoniali e battaglie giudiziarie.

Il nome di Antonino Urru era comparso anche in altre inchieste legate all’edilizia e alla costruzione di immobili sempre a Oristano. Fascicoli differenti, accomunati da contestazioni che riguardavano presunti abusi edilizi e operazioni urbanistiche ritenute dagli investigatori poco limpide. Procedimenti che contribuirono ad alimentare l’immagine di un uomo costantemente in bilico tra attività imprenditoriale e aule dei tribunali. Concluse le vicissitudini giudiziarie era uscito dai radar.

Negli ultimi anni aveva scelto la Tunisia. Resta difficile dire se quella fosse soltanto la destinazione preferita da un pensionato in cerca di un costo della vita più sostenibile e di un clima favorevole, come accade a molti europei che si trasferiscono sulla sponda sud del Mediterraneo, oppure se nella decisione avesse pesato anche la consapevolezza che prima o poi la giustizia italiana sarebbe arrivata a bussare alla sua porta, tanto è vero che il mandato di cattura internazionale lo ha raggiunto proprio lì.

L’arresto sembrava l’epilogo di una lunga vicenda giudiziaria che si sarebbe poi dovuta concludere con la detenzione in qualche carcere italiano, invece si è trasformato nell’ultimo capitolo di una storia difficile da decifrare. Urru è stato rinchiuso nel carcere di Mornag, uno dei principali istituti penitenziari della Tunisia. Pochi giorni dopo è morto. Nessun annuncio, nessuna spiegazione pubblica, almeno per ora. Così la parabola dell’ex maresciallo oristanese si chiude lontano dalla Sardegna, una conclusione improvvisa e inattesa che lascia dietro di sé tanti interrogativi.

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