Olbia tra traffico, rifiuti e blackout: «Città sempre più turistica, ora miglioriamo i servizi»
L’analisi di Fabio Fiori (Albergatori): «Non facciamoci travolgere dal successo, impariamo a governare il cambiamento»
Olbia Tutto bellissimo. Camere piene, voli diretti da New York, stagione finalmente più lunga. Però attenzione: il boom potrebbe diventare un boomerang. Insomma, i grandi numeri del turismo adesso vanno governati. Altrimenti il rischio è quello di trovarsi con una città non più in grado di reggere la pressione estiva e con i residenti (ma anche gli stessi turisti) costretti a fare i conti con non pochi problemi legati alla vivibilità. Qualche esempio: traffico da bollino rosso, trasporti sottodimensionati, raccolta dei rifiuti in affanno, blackout, mare invaso dalle barche, microcriminalità, prezzi in aumento e case scomparse dal mercato degli affitti annuali. In città se ne parla da tempo e adesso è Fabio Fiori, presidente dell’associazione degli albergatori olbiesi, ad andare dritto al punto. Soprattutto per ragioni di mestiere, Fabio Fiori non chiude certo la porta in faccia ai turisti. Però chiede a tutti – istituzioni, operatori e imprese – di cercare di lavorare insieme per adeguare la città, e in generale la Gallura, al boom del settore turistico. «Stiamo tutti vivendo un periodo particolarmente felice – sottolinea Fiori –. Olbia, per esempio, è apprezzatissima. È davvero diventata una città turistica. Ma oggi, soprattutto con l’influenza dei social, si fa presto a perdere l’appeal che abbiamo conquistato. Basta un video dei rifiuti, o del centro storico al buio a causa dell’ennesimo blackout, per rovinare il lavoro svolto negli anni».
Il boom
I numeri dicono che le presenze vanno a gonfie vele. «Olbia e la Gallura, e in generale la Sardegna, competono con le principali mete non solo mediterranee ma mondiali – sottolinea Fiori –. Prendiamo i voli da New York. Prima Delta e poi United: da maggio avremo un collegamento al giorno che porterà a Olbia turisti dalla capacità di spesa molto elevata. Sono tutte cose molto positive. Significa che siamo diventati una delle attrazioni più importanti in assoluto. Grazie ai numerosi voli del nostro aeroporto, ormai viviamo una lunga stagione che va dalla primavera all’autunno. Proprio per questo dobbiamo fare di tutto per migliorare i nostri servizi. I turisti, soprattutto americani, sono molto esigenti e noi, per quanto riguarda la qualità, dobbiamo alzare l’asticella. Perché con l’aumento delle presenze crescono anche le criticità per il territorio. Sia chiaro: non punto il dito contro nessuno, il mio è un invito rivolto a tutti. Comune, Provincia, Regione, imprese, enti, operatori. Ognuno deve fare la sua parte. Dobbiamo muoverci per governare insieme questa crescita».
I problemi
Fabio Fiori sa bene che il percorso non è facile. «Nessuno ha la bacchetta magica – sottolinea –, però ora dobbiamo essere bravi a non farci travolgere da questo successo. I mesi invernali, per esempio, li dobbiamo utilizzare per risolvere i problemi che riscontriamo durante la stagione. Faccio l’esempio dei blackout: accadono ogni estate e non si è ancora riusciti a trovare una soluzione. È inaccettabile. Non dimentichiamo il traffico e il problema dei rifiuti». Fabio Fiori, che con i turisti ci lavora, pensa anche ai residenti, a chi il turismo sta cominciando a soffrirlo. «La qualità della vita deve essere salvaguardata – commenta l’albergatore –. Olbia sta dando una grande prova. Anche con l’aumento delle case vacanza e dei b&b la città si sta trasformando in maniera imprenditoriale. Sono tutte buone notizie. Abbiamo ospitato i grandi eventi e l’organizzazione, nonostante la folla, è stata di alto livello. Non c’è nessun flop. Adesso, però, dobbiamo cercare di migliorarci ancora per ridurre al minimo le criticità che tutti noi stiamo vivendo. Siamo diventati una delle mete più appetibili in assoluto, non facciamoci travolgere. Ripeto: basta un video, una pubblicità negativa per rovinare ciò che abbiamo costruito».
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