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L’operazione

Barca nuova, vecchi documenti: la guardia costiera scopre tutto


	L'imbarcazione sequestrata dalla guardia costiera di La Maddalena
L'imbarcazione sequestrata dalla guardia costiera di La Maddalena

La Maddalena: il proprietario è stato denunciato per aver alterato i segni identificativi dell’unità da diporto. Sequestrata l’imbarcazione

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La Maddalena La sua barca, quella con cui lavorava in mare, si era rotta. E così ha deciso di comprarne una uguale per poter proseguire l’attività. Ma non avendo il tempo di seguire tutta la procedura necessaria per metterla in regola, avrebbe utilizzato i segni identificativi e i documenti della prima. Un piano che però è stato scoperto dalla guardia costiera: il proprietario, gallurese, è stato denunciato e la barca è stata sequestrata.

La vicenda è emersa durante i controlli della capitaneria di porto di La Maddalena, nell’ambito del dispositivo “Mare e Laghi Sicuri 2026”. I militari avevano notato alcune anomalie sullo scafo, tali da far sorgere dubbi sulla reale identità dell’imbarcazione. Sono così partiti gli approfondimenti, anche attraverso fonti aperte e la consultazione dell’Archivio Telematico Centrale della Nautica da Diporto (Atcn), che hanno permesso di confrontare l’unità utilizzata, i suoi segni distintivi e la documentazione esibita.

Gli accertamenti hanno ricostruito la situazione delle due barche, dello stesso modello e praticamente identiche. La prima risultava regolarmente autorizzata allo svolgimento dell’attività commerciale, ma era temporaneamente inutilizzabile a causa dell’avaria. La seconda era stata acquistata di recente, ma non aveva ancora completato l’iter amministrativo necessario per essere impiegata per lo stesso fine. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, proprio la necessità di continuare a lavorare senza attendere i tempi della procedura avrebbe portato l’uomo a concretizzare il suo piano.

La successiva ispezione nel punto di ormeggio ha fatto emergere un ulteriore elemento. Dal confronto tra le matricole degli apparati propulsori installati a bordo e la documentazione esibita è risultato che la barca effettivamente utilizzata non corrispondeva a quella indicata nei documenti.

Al termine delle verifiche, si è proceduto al sequestro probatorio dell’imbarcazione, mettendola a disposizione dell’autorità giudiziaria e per il proprietario è scattata la denuncia per alterazione dei segni identificativi dell’unità da diporto. L’intervento rientra nell’attività della guardia costiera per garantire la sicurezza della navigazione, verificare la regolarità delle attività commerciali svolte in mare e contrastare le condotte illecite.

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