Il Tempio è in crisi, protestano i tifosi: «La nostra squadra non deve morire»
Il corteo ha raggiunto piazza Gallura. In municipio confronto con la sindaca Gianna Masu
Tempio La società del Tempio è in crisi e sempre più in balia degli eventi. Del suo destino si sa poco o nulla. E così, adesso, sono direttamente i tifosi a protestare per le strade della città. A inizio agosto il presidente Salvatore Sechi aveva annunciato il suo addio alla società, spiegando di aver esaminato e rifiutato due proposte di acquisizione delle quote societarie e accusando i ritardi e le difficoltà nell’ottenimento delle autorizzazioni per l’utilizzo degli impianti. Recentemente lo stesso Sechi ha però annunciato anche di essere in trattativa per l’acquisizione. Pochi giorni fa la conferma della mancata iscrizione al torneo di Coppa Italia, che manda il Calangianus, diretto avversario del Tempio, direttamente al secondo turno. Ad appena due settimane dall’inizio del campionato di Eccellenza, tifosi e cittadinanza non sanno ancora se ci sia una squadra pronta a portare in alto l’azzurro dei galletti.
Così è nata la manifestazione di oggi, lunedì 31 agosto, in piazza don Minzoni: «Dobbiamo far sapere che la cittadinanza segue con attenzione le vicende della sua squadra, la più importante realtà sportiva del territorio». Il raduno ha richiamato centinaia di persone che, tra cori, bandiere e striscioni, si sono dirette verso piazza Gallura, fin sotto il municipio. «Non vogliamo buttare 80 anni di storia per colpa di una persona che ci sta abbandonando. Questa è la nostra risposta, la risposta della città. Il Tempio non deve morire» hanno urlato i tifosi, chiedendo «più rispetto per i tempiesi». Non solo la tifoseria organizzata. Anche tanti altri cittadini hanno invaso corso Matteotti e via Roma, dando un segnale di unità e sostegno alla squadra. La sindaca Gianna Masu ha incontrato i tifosi e si sono registrati alcuni momenti di scontro verbale: il Comune ha chiesto del tempo per una soluzione, mentre i tifosi hanno contestato i ritardi. Alla fine la manifestazione si è sciolta quando i capi della tifoseria hanno accettato l’invito di Masu a entrare nel palazzo per un confronto privato.
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