Olbia, con l’arrivo della Sea Cloud Spirit si apre la stagione del crocierismo di lusso
Fino a dicembre 54 approdi negli scali dell’Autorità di sistema portuale
Olbia Con il ritorno a Olbia della nave da crociera Sea Cloud Spirit si apre, per gli scali dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, la parte più significativa dell’anno dedicata al crocierismo di lusso. Da oggi (1 settembre) al 27 dicembre sono, infatti, 54 gli approdi del segmento luxury e ultra-luxury previsti in calendario. Centotrentotto metri di lunghezza e tre alberi a vele quadre, la Sea Cloud Spirit è progettata, come tutte le unità dello stesso segmento, per raggiungere porti e destinazioni non sempre accessibili alle grandi navi del mercato contemporary, e per offrire un’esperienza di viaggio orientata alla qualità e all’esclusività. Elementi perfettamente corrispondenti all’offerta degli scali del sistema sardo.
Proprio da Olbia oggi, dopo una sosta in overnight e lo sbarco di 106 passeggeri, principalmente tedeschi, la nave effettuerà un’operazione di turn around, con l’imbarco di 114 crocieristi per un tour esclusivo con tappe a Bonifacio, Portoferraio, Calvi, overnight ad Alghero, rada a Porto Cervo e sbarco, il 9, ad Olbia. A bordo ospiti provenienti prevalentemente da Germania e Usa, seguiti da Giappone, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Austria ed Emirati Arabi. Tutti giunti ad Olbia dai principali aeroporti europei collegati con lo scalo Costa Smeralda Karim Aga Khan. Alcuni, arrivati il 31 agosto, hanno inoltre soggiornato in città prima dell’imbarco.
«Segno tangibile – sottolineano dalla Port authority – di come questo tipo di mercato, movimentando poche centinaia di passeggeri per nave, ben si concili con l’attuale offerta dei voli rispetto alle grandi unità contemporary, che richiedono più connessioni aeree e capacità. Un segmento sempre più strutturale per il sistema portuale sardo. Su 298 approdi programmati nel 2026, il programma aggiornato ne prevede 96 riferiti ai segmenti luxury e ultra-luxury, con 26mila e 500 passeggeri stimati sugli oltre 800mila crocieristi attesi per l’anno in corso. Numeri contenuti nei volumi ma che, se moltiplicati per una spesa media a terra prudenzialmente attestabile sui 250 euro (ma che potrebbe, in alcuni casi, superare i mille euro), contro i circa 45 del passeggero contemporary, porterebbero sul territorio, in un periodo di bassa affluenza, ricadute consistenti».
La crescita del mercato a livello internazionale vede, inoltre, affacciarsi sempre più nuovi brand dell’ospitalità di alta gamma, a partire proprio dalle catene alberghiere. Come Four Season’s, la cui omonima nave da crociera, la Four Season’s I, ha ormeggiato a Cagliari in overnight il 25 e 26 marzo. Altro operatore dell’hotellerie ad aver scommesso sul sistema Sardegna è la catena messicana Vidanta che, con il giga yacht VidantaWorld’s Elegant, ha inserito nella propria prima stagione mediterranea un approdo ad Olbia e uno a Golfo Aranci in giugno e una terza toccata a Cagliari il 16 novembre.
La distribuzione territoriale degli approdi evidenzia una profonda capillarità. Cagliari ne registra 46, Olbia 29; ma sono Golfo Aranci, Porto Torres e Arbatax a mostrare la specializzazione più marcata: nello scalo gallurese tutti e 8 gli approdi effettuati appartengono al segmento luxury. A Porto Torres l’intero calendario è composto da 9 scali di fascia alta; ad Arbatax 4 sui 5 previsti. Altro elemento connesso al settore del lusso è la formula del multiscalo. Nel calendario 2026, ad esempio, la Belle des Océans ripete sei volte il collegamento Porto Torres-Olbia e, tra il 23 e il 26 ottobre, estende lo stesso itinerario anche al porto di Cagliari. La nave Clio alterna, invece, quattro volte Arbatax e Cagliari. Sono proprio le unità del segmento a rendere possibile il modello: ventuno approdi, quasi un quarto del totale annuo, che trasformano la Sardegna da singolo scalo tecnico a destinazione centrale nell’itinerario. Un segnale nella stessa direzione arriva anche da Oristano – Santa Giusta, dove il 14 ottobre è previsto l’approdo della Renaissance, della Compagnie Française de Croisières. Nave di target premium, con adulti altospendenti orientati alla scoperta di destinazioni autentiche. Approdo che anticipa una possibile apertura dello scalo al traffico di lusso, sostenuta dai nuovi servizi ai passeggeri — tra tutti il centro polifunzionale Cespla — e dalle attività di stimolazione del mercato, estese anche ai porti di Santa Teresa Gallura e Portovesme.
Altrettanto significativa la distribuzione temporale, con un picco concentrato nei mesi autunnali. Mentre ad agosto si registrano appena 3 scali del segmento in tutto il sistema portuale, lasciando ampio spazio alle grandi navi del mercato contemporary, sono i mesi cosiddetti di spalla a evidenziare la crescita più interessante: 16 scali a settembre, 23 ad ottobre, 12 a novembre e 3 a dicembre. Complessivamente l’ultimo quadrimestre raccoglie 54 dei 96 approdi luxury dell’intero anno.
«È in questo periodo che il segmento trova uno dei suoi principali spazi di sviluppo – proseguono dalla Port authority –. I porti del Sistema possono, infatti, contare su infrastrutture che consentono l’ormeggio in banchina anche nelle stagioni meno favorevoli dal punto di vista meteomarino, offrendo maggiore sicurezza e continuità operativa rispetto agli scali serviti in rada. Sul piano commerciale, ulteriore punto di forza è quello derivante dall’ampliamento dell’offerta dei collegamenti aerei, tra tutti quello tra Olbia e gli Stati Uniti (New York e Newark, con Delta e United Airlines). Un’opportunità per gli scali dell’Adsp, la cui vicinanza ai tre aeroporti isolani permette di mettere a valore anche la connessione con le banchine di Cagliari, Oristano, Arbatax, Portovesme, Golfo Aranci, Porto Torres e Santa Teresa, con il valore aggiunto del pernottamento in città prima e dopo la crociera. Un modello, quindi, che consente di coniugare sviluppo economico, qualità dell’accoglienza e minore pressione sulle infrastrutture portuali e urbane, particolarmente rilevante in un contesto di pregio ambientale e paesaggistico come quello sardo. Ma che richiede, per una crescita adeguata e solida, un vero e proprio “cambio di pelle” dell’offerta turistica dell’Isola. A partire dalla necessaria programmazione di sempre più eventi orientati alla valorizzazione dell’identità territoriale, culturale e alla gastronomia, molto apprezzati dalla clientela del segmento crocieristico di lusso e non solo».
«I 96 approdi luxury e ultra-luxury programmati quest’anno nei porti del sistema sardo confermano che il crocierismo di fascia alta è oggi una componente organica e strutturale del mercato nell’Isola – sottolinea Domenico Bagalà, presidente dell’Adsp del Mare di Sardegna –. L’interesse di nuovi operatori internazionali e l’ingresso di importanti brand dell’ospitalità dimostrano la capacità della Sardegna di affermarsi come destinazione competitiva per il turismo crocieristico di qualità. La concentrazione degli scali nei mesi di spalla è un’opportunità concreta per costruire nuove stagionalità, con benefici diffusi per i territori portuali e per l'intera filiera dell'accoglienza. Un percorso che intendiamo rafforzare, condividendo le strategie di marketing con istituzioni, società aeroportuali, operatori e compagnie. Il consolidamento dei collegamenti intercontinentali su Olbia apre, inoltre, la concreta possibilità di sviluppare funzioni di home port in più scali del Sistema, portando nei nostri territori non solo la sosta di una giornata, ma il soggiorno che precede e segue la crociera. Strumenti indispensabili per consolidare ulteriormente la presenza degli scali dell’Adsp nei principali itinerari del crocierismo mondiale di fascia alta».
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