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La Maddalena, noleggiatori abusivi assaltano il Parco: duemila barche da oltre Tirreno

di Serena Lullia
La Maddalena, noleggiatori abusivi assaltano il Parco: duemila barche da oltre Tirreno

La denuncia: «La lista delle unità consegnate alle forze di controllo»

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La Maddalena Arrivano quando il mare si trasforma in un’autostrada turistica. Dalla Penisola portano barche e gommoni, a volte intere flotte, pronti a trasformarsi in taxi del mare per i vacanzieri che vogliono scoprire le acque dell’arcipelago. Lavorano per tutta l’estate, senza le autorizzazioni necessarie, e quando la stagione finisce fanno rotta verso casa. È la fotografia dell’abusivismo tracciata dal Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena attraverso i quotidiani pattugliamenti a mare. Un fenomeno che, secondo quanto documentato dall’ente, avrebbe dimensioni tutt’altro che marginali: almeno 2 mila unità non autorizzate.

Il business che arriva dalla penisola

Savona, Crotone e Viareggio sono solo alcuni dei comuni di provenienza individuati. A metà stagione il Parco ha consegnato alle forze dell’ordine deputate ai controlli una lista delle unità ritenute non autorizzate. Nella ricostruzione dell’ente non è la storia del singolo abusivo che prova a passare inosservato. È quella di un sistema più strutturato, con operatori che arrivano dalla Penisola e portano nell’arcipelago mezzi destinati al mercato turistico estivo. Società che possono disporre di decine di barche e che investono cifre importanti per mettere in acqua delle flotte turistiche. Un’economia parallela che corre accanto a quella regolare. E che presenta due conti da pagare: uno lo presenta il mare, l’altro chi lavora rispettando le regole.

Assalto al mare incontrollato

Il primo riguarda l’ambiente. L’arcipelago è un sistema fragile, sottoposto ogni giorno d’estate alla pressione di migliaia di visitatori. Per questo il numero delle unità e degli operatori autorizzati non è lasciato al caso. Il disciplinare 2026, voluto dal direttore del Parco Yuri Donno e dalla presidente Rosanna Giudice, prevede 450 autorizzazioni per il noleggio con conducente e 530 per la locazione, cioè il noleggio senza conducente. In tutto, 980 unità autorizzabili. Il limite complessivo degli accessi giornalieri nelle zone interessate è invece fissato a 2.500. Non numeri della lotteria, pescati a caso, ma studiati per governare la pressione sul sistema ambientale. Ogni barca porta persone, navigazione, rumore e ancoraggi. E quando le presenze si moltiplicano, il confine tra un mare utilizzato e un mare sotto pressione diventa sempre più sottile.

Concorrenza sleale

Poi c’è il conto degli operatori regolari. Chi ottiene un’autorizzazione sostiene i costi dell’attività e accetta di sottoporsi ai controlli. Chi, invece, secondo quanto documentato dal Parco, lavora senza il titolo necessario, entra nello stesso mercato senza sostenere gli stessi obblighi. La concorrenza parte già con regole diverse. Da una parte ci sono autorizzazioni, costi e controlli. Dall’altra, l’attività abusiva. Il fenomeno non è nuovo.

Un fenomeno cominciato tempo fa

Negli anni scorsi i controlli della Guardia costiera avevano già portato alla contestazione di attività di noleggio esercitate senza i necessari permessi nell’arcipelago maddalenino. Ma la fotografia che oggi il Parco documenta e denuncia è diversa soprattutto per dimensione e organizzazione. 

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