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UniOlbia, svelati i corsi di laurea del Dipartimento dell’Innovazione: triennale in Governance dell’ambiente e tre magistrali

di Paolo Ardovino
UniOlbia, svelati i corsi di laurea del Dipartimento dell’Innovazione: triennale in Governance dell’ambiente e tre magistrali

Corsi internazionali e un progetto che unisce accademia e mondo del lavoro al centro dell’incontro tra il rettore dell’università di Sassari, imprese, enti ed istituzioni

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Olbia Doveva essere un primo incontro e rivolto per lo più alle aziende, ma dalle porte scorrevoli della sede di UniOlbia è venuta fuori la novità più attesa: l’offerta formativa del Dipartimento dell’Innovazione appena istituito – e già finanziato per quindici anni dalla Regione.

In un incontro tra Uniss, imprese, enti e istituzioni del territorio è stato reso noto il progetto del nuovo polo «che avrà una dimensione regionale». Dall’anno accademico 2027/28 partiranno un corso triennale e tre lauree magistrali a vocazione internazionale con insegnamenti in lingua inglese. La base sarà rappresentata dalla laurea triennale L-16 – Governance dell’innovazione per l’ambiente e il territorio, articolata in quattro curriculum: Innovazione e sviluppo dei territori; Innovazione per l’ambiente e la salute; Innovazione, robotica e filiere produttive; Innovazione per il mare e le coste. A questa seguono tre corsi magistrali: Governance dei sistemi complessi (LM-63), Management Engineering for Innovation (LM-31) e Marine and Coastal Sciences (LM-74).

All’incontro ha partecipato il rettore dell’ateneo turritano, Gavino Mariotti, che per esaltare la qualità degli studi volti alla professionalizzazione ha parlato di «Olbia» destinata a «diventare una piccola Bocconi». Per Aldo Carta, presidente UniOlbia e direttore Cipnes, l’aspetto più interessante è «la capacità di mettere questa apertura internazionale al servizio dell’intero sistema regionale». La direttrice del Dipartimento, Lucia Giovanelli, ha illustrato il modello formativo «che punta a superare la tradizionale separazione tra discipline». Fin dal primo anno sono previsti insegnamenti integrati tra materie complementari, mentre dal secondo e terzo anno aumenteranno laboratori, casi applicati, attività sul campo e confronto diretto con imprese e istituzioni, secondo lo scenario presentato. A farle eco, Antonio Usai, docente di Management dell’Innovazione. Il dipartimento punterà a creare figure capaci di stampo manageriale «capaci di governare processi complessi con competenze differenti e supportare le decisioni di imprese, enti e sistemi territoriali».

Tra le competenze più richieste dalle imprese, presenti e molto interessate immaginando già tirocini e assunzioni dopo il ciclo di studi, emergono project management e gestione di progetti finanziati, open innovation, trasformazione digitale, marketing digitale, controllo di gestione, analisi dei dati, sostenibilità, europrogettazione e cybersecurity. Ma l’anglicismo più caro a tutti è uno: il problem solving. E quello è multidisciplinare. Di fronte a un dato evidente e preoccupante, cioè il calo demografico e quello delle iscrizioni, Mariotti ha indicato come priorità «costruire un polo capace di formare studenti a livelli molto elevati». In quest’ottica di mondo accademico sempre più intrecciato al mondo del lavoro, gli studenti non devono prepararsi a entrare nei settori professionali di domani, ma «competere».

Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che ha ringraziato «presidente Todde, vicepresidente Meloni e l’intero consiglio regionale», guardando l’elenco dei corsi ha parlato di «traguardo più importante della storia della nostra città».Il futuro di UniOlbia è al centro della corsa dei candidati rettori, che anche nel dibattito alla Nuova si sono divisi sul tema. Nizzi, addirittura commosso, fa da paciere: «Aprire un nuovo corso non vuol dire fare da contrapposizione agli altri, ma dare più forza all’attuale università ed evitare che i nostri figli debbano andare fuori dall’isola o rinunciare a queste opportunità».

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