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Olbia, trent’anni di dialogo e integrazione: il nuovo traguardo del Labint

Olbia, trent’anni di dialogo e integrazione: il nuovo traguardo del Labint

Il laboratorio interculturale fondato da Tonino Cau e Ali Cissé guarda avanti: in arrivo nuovi progetti e iniziative

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Olbia Trent’anni fa, a Olbia, nasceva una realtà destinata a lasciare un segno nella vita della città. Era il 20 settembre 1996 quando prendeva forma il Laboratorio Interculturale per l’Integrazione, conosciuto da tutti come Labint. Proprio oggi l’associazione festeggia un compleanno importante, guardando a un cammino fatto di persone, lingue, incontri e percorsi che nel tempo si sono incrociati. A raccontare più di ogni altra cosa questo cammino è la scuola gratuita di italiano L2, da sempre il cuore del Labint. Le lezioni sono rivolte alle persone straniere e non italofone e rappresentano spesso uno dei primi luoghi nei quali chi arriva da un altro Paese può cominciare a prendere confidenza con la lingua, con la città e con la quotidianità. «Imparare l’italiano non significa soltanto mettere insieme parole e frasi. Vuol dire riuscire a fare una telefonata, capire un documento, parlare con un insegnante, andare dal medico, cercare un lavoro, conoscere persone nuove. Significa, soprattutto, avere qualche strumento in più per affrontare con maggiore autonomia la vita di tutti i giorni».

Ma la scuola non è rimasta un’esperienza isolata. Attorno alle lezioni sono nati laboratori, eventi e progetti, occasioni nelle quali il confronto è uscito dalle aule per diventare incontro con il territorio. Una presenza cresciuta nel tempo, attraverso le relazioni e la partecipazione, e che oggi il Labint sceglie di far conoscere anche attraverso una nuova veste. Proprio nel segno del trentennale arriva infatti il nuovo sito internet dell’associazione, realizzato in collaborazione con il Seo specialist Luca Lampis. A curarlo sono state sei volontarie, Giorgia Meloni, Antonella Cabras, Giovanna Corda, Chiara Guerini, Roberta Restifo e Ardjana Toska, che hanno seguito direttamente la costruzione del portale, disponibile in italiano, francese e inglese. «Il sito – spiegano – è il biglietto da visita digitale dell’associazione e nasce con l’obiettivo di controllare la propria narrazione, costruire credibilità attraverso la propria storia, la missione, la vision, le attività e i progetti e promuovere sul territorio i propri valori, favorendo il cambiamento, la sensibilizzazione e l’inclusione sociale».

E c’è un altro elemento nuovo: il logo del trentennale, ideato da Dario Maiore, membro del consiglio direttivo. Un’immagine contemporanea, ma piena di riferimenti alla natura dell’associazione: i cinque balloon richiamano il dialogo e la comunicazione e si ispirano ai cinque continenti; i colori rappresentano la varietà, mentre i pallini neri sono le persone che si incontrano e dialogano. Per il 2026 sono state inserite anche le date 1996-2026 e la scritta “30 anni di dialogo”. Nel giorno del compleanno, però, lo sguardo torna inevitabilmente all’inizio. Ai primi passi di un’associazione che ha scelto di dedicare questo traguardo ai suoi soci fondatori, Tonino Cau e Ali Cissé. A loro il Labint rivolge un ringraziamento speciale, riconoscendoli come i pionieri dell’associazione. «Grazie di cuore per essere stati i pionieri del Labint: questo sito è il custode della storia che avete creato e il motore che la guiderà verso i prossimi 30 anni». È la dedica scelta dall’associazione, un riconoscimento a chi ha dato il via a un’esperienza che ancora oggi continua a occuparsi di incontro e inclusione. Trent’anni dopo, il Labint riparte da qui: dalla scuola di italiano L2, dalle iniziative sul territorio e da una nuova immagine con cui guardare al futuro. Un anniversario che diventa anche l’occasione per fare il punto su un’esperienza nata nel 1996 e ancora oggi profondamente legata alla vita di Olbia. (s.p.)

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