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Olbia, alla Sardinia International School anche le medie: «Pronti ad aprirci a tutta la città»

di Lorenzo Musu
Olbia, alla Sardinia International School anche le medie: «Pronti ad aprirci a tutta la città»

Cresce la scuola del Geovillage: gli alunni passano da 67 a 133

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Olbia Un progetto a lungo termine che punta sui giovani, una visione accademica e multiculturale di sviluppo del territorio basata sul capitale umano. Si è svolta al Geovillage, ieri sera, giovedì 24 settembre, l’inaugurazione delle nuove aule e della scuola secondaria di primo grado della Sardinia International School. Dopo le elementari, arrivano due prime medie, una seconda e una terza, con gli alunni totali che passano da 67 a 133. Una crescita che va oltre la quantità. «Puntiamo sulla qualità – sottolinea l’amministratore delegato della scuola, Tony Chan –. Non cerchiamo di essere come qualsiasi altra scuola internazionale: l’obiettivo è migliorare e ampliare».

Presente e futuro

Tony Chan lavora sul presente, attraverso un approccio allo studio angloamericano. Più aperto, dinamico e oltre l’aula, garantito da attività sportive, extracurriculari e lezioni pratiche. E promette, entro il settembre del 2027, di creare sei aule in più per ospitare una nuova scuola superiore che consenta l’accesso alle migliori università italiane e del mondo. Ma non solo. «Vogliamo anche offrire nuovi alloggi per ampliare il potenziale della struttura – prosegue l’amministratore della scuola – e ospitare studenti in arrivo dall’estero, dal continente e dal sud Sardegna». Così come il resto del Geovillage, anche la scuola internazionale rientra nel progetto di rilancio dell’ex resort da parte del Gruppo Alma, che fa capo al finanziere kazako Aldiyar Kaztayev. Qui il gruppo ha anche realizzato 250 camere, per un totale di 464 posti letto, a disposizione degli studenti universitari del consorzio UniOlbia, nell’ambito di un partenariato tra pubblico e privato al quale ha lavorato soprattutto il Cipnes Gallura.

La missione

«Da dopo Natale vorremmo far partire spazi per il futuro e offrire corsi anche ai ragazzi iscritti alle scuole statali. Corsi, club, esperienze che si aprono a giovani e adulti, con il coinvolgimento dei genitori». La missione della Sardinia International School è aiutare più persone possibili, soprattutto sarde, attraverso l’alta formazione. Fra le novità di quest’anno ci sono il nuovo corso Thinking more, per la riflessione e l’apprendimento centrato sulla soluzioni di problemi, materie e spazi in più per scienza, filosofia, robotica e produzione musicale, un’organizzazione elastica che premi l’impegno e il successo. Senza pensare troppo al ritorno in termini economici. «Al di fuori della logica di business, è un progetto fatto per la cultura e la passione per la gioventù – spiega il direttore generale del Cipnes e presidente di UniOlbia, Aldo Carta –. Sotto c’è una visione di lungo periodo e universitaria. Oggi qualsiasi presa sul territorio deve contare di un capitale umano davvero qualificato e conoscenze elevate per stare al passo con i tempi. È fondamentale comunicare, restare in contatto con culture diverse». L’obiettivo della SiSchool consiste nell’avere un impatto sul territorio. Pensare a come trovare agevolazioni per chi ha meno possibilità, riflettere su cosa offrire ai ragazzi per la crescita e creare una comunità aperta, multiculturale e rivoluzionaria per l’intera Sardegna. «Attualmente i benefici dei nostri servizi si limitano ai nostri alunni, con mense, aule e spazi – conclude il Ceo della scuola Chan –, ma inizieremo a cambiare per offrire vantaggi che si estendono a tutta la comunità, a tutto il territorio».

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