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Olbia

Il giallo

Olbia, altri resti umani trovati in mare tra Tavolara e Capo Figari

di Marco Bittau
Olbia, altri resti umani trovati in mare tra Tavolara e Capo Figari

Il ritrovamento riaccende l’attenzione sui casi dei fratelli Giuseppe e Lorenzo Deiana e sulla scomparsa di Rosa Bechere

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Olbia Nel fazzoletto di mare tra Tavolara, Capo Figari e l’isolotto di Figarolo tutto scompare e poco o niente riappare, come nel triangolo delle Bermude. Così si tinge di giallo la nuova scoperta di resti umani – ossa della parte superiore del corpo, teschio compreso – riportati a galla lo scorso fine settimana dal peschereccio Consuelo della marineria di Golfo Aranci, associato al Consorzio dei pescatori locali. Può essere tutto e il contrario di tutto, ma il primo pensiero è rivolto alle persone scomparse negli ultimi anni. I fratelli olbiesi Giuseppe e Lorenzo Deiana prima di tutto, naufragati con il loro barchino da pesca proprio da quelle parti poco più di un anno fa. Ma anche Rosa Bechere, scomparsa nel nulla e probabilmente uccisa il 25 novembre del 2022 a Olbia. Il suo cadavere, che potrebbe essere stato buttato in mare, non è mai stato trovato. Quattro anni dopo, l’inchiesta per omicidio è ancora aperta: la Procura di Tempio ha chiesto l’archiviazione per i due indagati ma i familiari della donna si sono opposti e ora deciderà il tribunale.

I resti umani recuperati dal peschereccio devono ancora essere analizzati, quindi qualunque ipotesi al momento è prematura e la prudenza è d’obbligo. Nonostante ciò, nell’immediatezza del ritrovamento, il primo accostamento è stato con i due fratelli pescatori olbiesi, Giuseppe e Lorenzo Deiana, 24 e 20 anni, inghiottiti dal mare il 19 aprile del 2025 in circostanze ancora misteriose. Proprio l’altro ieri è arrivata la conferma sul primo ritrovamento di resti umani e indumenti, il 29 maggio scorso, da parte del peschereccio Perla nera. Dopo la comparazione del dna non ci sono più dubbi: è quel poco che resta di Giuseppe Deiana, o almeno quello che il mare ha restituito. Quasi contemporaneamente c’è stato il nuovo ritrovamento, più o meno nello stesso specchio di mare.

Inevitabile l’associazione di idee, ma ci sono elementi che non tornano, a cominciare dallo stato dei resti ritrovati, che riporterebbe ben più indietro nel tempo rispetto al naufragio dei due pescatori La mente corre veloce alla ricerca delle tante persone scomparse in mare negli ultimi anni: il naufragio del batchino dei due fratelli Deiana, appunto, ma anche la tragedia quotidiana dei migranti in balìa delle onde e delle correnti nel Mediterraneo, gli incidenti in mare e i “dispersi volontari” di cui si sono perse le tracce a bordo delle navi che collegano il nord della Sardegna alla penisola. Sono tanti e non tutti sono stati ancora ritrovati. E poi c’è lei, Rosa Bechere, la scomparsa numero uno, di cui si sono perse le tracce quattro anni fa. Per la Procura di Tempio è stata uccisa, ma non ci sarebbero prove sufficienti per inchiodare la coppia olbiese formalmente indagata per l’omicidio. Il corpo della donna 62enne, invalida, non è mai stato trovato e non è neppure detto che si trovi in fondo al mare. Detto questo, è evidente che ogni volta che a Olbia e dintorni dal nulla spuntano resti umani un pensiero veloce va sempre al mistero irrisolto del condominio di via Salvatore Petta.

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