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Olbia, la dimissionaria Rosy Beretta chiede di restare alla guida del pronto soccorso, l’Asl Gallura dice no


	Rosy Beretta e Antonio Irione
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Rosy Beretta e Antonio Irione

Antonio Irione rigetta la revoca delle dimissioni da parte della direttrice del dipartimento di urgenza emergenza. Giagoni: «Una follia voltarle le spalle»

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Olbia Rosy Beretta era pronta a restare. A pochi giorni dalla conclusione del suo rapporto con la Asl Gallura, la direttrice del pronto soccorso del Giovanni Paolo II aveva chiesto di revocare le dimissioni e continuare a guidare il reparto di emergenza-urgenza alle prese con una fase delicata. La risposta del direttore generale Antonio Irione, però, è stata negativa.

La richiesta sarebbe maturata dopo un’estate particolarmente impegnativa per il pronto soccorso di Olbia, tra carenza di medici, aumento della pressione assistenziale e difficoltà nella copertura dei turni. Beretta avrebbe scelto di mettere nuovamente a disposizione dell’azienda la propria esperienza, anche alla luce del lavoro svolto nei mesi più difficili per garantire la continuità del servizio.

Un impegno che non si sarebbe limitato alla gestione del pronto soccorso, ma avrebbe riguardato anche la ricerca di nuovi professionisti per coprire i turni e assicurare il funzionamento del servizio. Da qui, quindi, la disponibilità a proseguire il lavoro alla guida di una realtà considerata strategica per l’ospedale e per tutto il territorio.

La Direzione generale, però, a sorpresa, ha scelto di non tornare sui propri passi. Alla base del diniego ci sarebbero sia le ragioni legate alle dimissioni già formalizzate, sia le esigenze organizzative della Asl, che aveva ormai programmato la conclusione del rapporto.

Una vicenda destinata sicuramente a far discutere, e non poco, dentro e fuori dalla Asl, anche alla luce delle difficoltà che il pronto soccorso del Giovanni Paolo II continua ad affrontare. Una decisione che inevitabilmente aprirà un confronto a più livelli, perché riguarda non solo il futuro del reparto di emergenza-urgenza, ma anche le scelte dell’azienda e i rapporti con chi, fino al 30 settembre scorso, ne garantiva la guida. 

Il primo a intervenire è Dario Giagoni, deputato e consigliere comunale a Santa Teresa. «Voltare le spalle a una grande professionista come la dottoressa Rosy Beretta è una decisione incomprensibile e una vera e propria follia gestionale, soprattutto in un momento così critico per la sanità gallurese e sarda. Parliamo di un medico con la M maiuscola – dice Giagoni – che non solo nei mesi scorsi, ma in tutti questi anni non ha mai guardato al calendario o all'orologio, non ha conosciuto feste né domeniche, arrivando a dedicare anche il proprio tempo libero per stare al fianco di chi giungeva soffrendo in ospedale. La sua disponibilità a restare e a continuare a guidare un reparto strategico era un segnale di enorme responsabilità, oltre che una risorsa preziosa per la ricerca di nuovi medici e la copertura dei turni. In una terra dove la carenza di camici bianchi è ormai un’emergenza nazionale e dove i cittadini sono costretti ad attendere tempi d'attesa lunghissimi per potersi curare, la Asl risponde con la freddezza della burocrazia, trincerandosi dietro decisioni già programmate. Chiediamo che la direzione della Asl riveda questa decisione e metta al primo posto il bene dei pazienti e del territorio».

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