Olbia, le donne del Giudicato di Gallura negli scatti di Giuseppe Ortu: la mostra allo Spazio Holo
L’esposizione potrà essere visitata fino a domenica 11 ottobre
Olbia Storia e modernità si incontrano allo Spazio Holo. E lo fanno attraverso il progetto di fotografia fine art “Il Giudicato di Gallura: storie di regine e regni”, con la firma e la direzione artistica di Giuseppe Ortu. Un vero e proprio tuffo nel passato che nasce dalla volontà di unire diverse discipline artistiche come la fotografia d’autore, la narrazione cinematografica e la rievocazione storica, che si incontrano nel nuovo spazio di via Seyshelles fino a domenica 11 ottobre. Il lavoro minuzioso, attento ed estremamente ricercato viene racchiuso in 43 scatti di grandi dimensioni in cui vengono raffigurate le protagoniste femminili dei Giudicati sardi, ma anche scene di combattimento e natura morta.
Frutto di un progetto nato dodici anni fa e poi condiviso dal fotografo Giuseppe Ortu con i colleghi dello Spazio Holo, il lavoro unisce diverse sensibilità artistiche, come la cinematografia di Mirko Decandia, la grafica curata da Federico Zavatta e le riprese con i droni realizzate da Gabriele Lombardo. «Siamo riusciti a mettere insieme un team e creare questo progetto – spiega Ortu –. Ad aprile mi sono trasferito in questo spazio ed è stata l’opportunità per realizzare un lavoro creativo che fosse, allo stesso tempo, condiviso». Ciò che colpisce maggiormente quando si varca la soglia dello Spazio Holo è la grandezza delle fotografie che catturano immediatamente l’attenzione. Accanto a ogni opera una breve descrizione del soggetto rappresentato, facendo sì che il lavoro di ricerca storica sia attento a ogni particolare.
Nulla è lasciato al caso, dunque. Grande attenzione viene data soprattutto alla figura femminile, le cui protagoniste, tra cui Elena di Gallura, riescono, attraverso le immagini, a esprimere fierezza, autorevolezza e forza. «Mi ispiro alle regine che si son succedute in Gallura intorno al 1200. È un omaggio a loro – sottolinea Ortu –. Ma non solo. Allo stesso tempo voglio omaggiare anche le donne di oggi che spesso vivono situazioni difficili». Una doppia chiave di lettura, quindi, che evidenzia un concetto semplice ma mai scontato: «Se vogliamo onorare le regine del passato, dobbiamo iniziare a onorare e rispettare quelle del presente». Ma l’arte è molto soggettiva e questo Ortu lo sa bene: «È la mia visione artistica e ogni fotografia ha una sua logica, un suo perché, un suo significato e una costruzione che non sempre voglio svelare».
L’obiettivo è quindi quello di portare il visitatore a osservare le foto così da poter costruire una propria libera interpretazione. L’esposizione della mostra è stata affidata dalla critica d’arte Roberta Vanali, mentre le ricerche storiche sono state curate dal professor Gianfranco Saba. Durante l’inaugurazione sono stati presentati il libro d’arte firmato da Contrast Design e il cortometraggio di Rochelle Film. Il progetto è stato promosso dall’associazione culturale Ali con il contributo della Regione e il patrocinio dei Comuni di Olbia, Ozieri, Luogosanto, Posada e Tempio e dell’Istituzione San Michele.
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