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Olbia, ancora polemiche sul pronto soccorso e sul caso Beretta. Cocciu contro la Asl: «Si trovi una soluzione»

Olbia, ancora polemiche sul pronto soccorso e sul caso Beretta. Cocciu contro la Asl: «Si trovi una soluzione»

Sul fronte opposto Jessica Cardia (Fp Cgil Nord Sardegna) che difende l’operato dell’attuale management

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Olbia La vicenda del pronto soccorso di Olbia e della dottoressa Rosy Beretta continua ad alimentare il dibattito e anche sui social il confronto si fa sempre più acceso. Dopo il no della Asl Gallura alla richiesta di revoca delle dimissioni della primaria del dipartimento di emergenza urgenza del Giovanni Paolo II, arrivano ora le prese di posizione del consigliere regionale di Forza Italia Angelo Cocciu, che difende apertamente la Beretta, e di Jessica Cardia, segretaria territoriale della Fp Cgil Nord Sardegna, che invece rivendica il lavoro dell’attuale management aziendale e le scelte adottate negli ultimi mesi.

«Non sono assolutamente d’accordo con le posizioni assunte dalla Asl. Il magnifico operato della dottoressa Beretta è sotto gli occhi di tutti e viene quotidianamente testimoniato da chi ha lavorato con lei e conosce il valore del suo impegno professionale», afferma Cocciu. ll consigliere regionale contesta anche la posizione assunta dall’amministrazione regionale di centrosinistra e riferisce di una «possibile separazione della Medicina d’Urgenza dal pronto soccorso, con una sua riconduzione alla Medicina generale. Una scelta che considero sbagliata e che rischia di indebolire ulteriormente un settore già alle prese con una gravissima carenza di personale».

Cocciu interviene anche sulle polemiche legate all’ospedale di Tempio, respingendo con forza l’ipotesi che la Beretta abbia lavorato per la sua chiusura. «È una ricostruzione che non condivido. La dottoressa si è recata personalmente a Tempio per garantire il servizio e sopperire alla mancanza di medici. Ha svolto turni, anche notturni e festivi, e contemporaneamente ha contribuito a garantire la copertura del pronto soccorso di Olbia». Da qui l’appello al direttore generale della Asl Gallura, Antonio Irione, in vista della conferenza sociosanitaria che si terrà domani 8 ottobre: «Si trovi una soluzione e si lavori affinché le dimissioni della dottoressa Beretta possano essere superate. Non possiamo permetterci di perdere una professionalità di questo livello. Serve buon senso, serve dialogo e soprattutto serve trovare un’armonia che consenta di proseguire insieme un percorso nell’interesse della sanità gallurese».

Sul fronte opposto la Fp Cgil Nord Sardegna, che sottolinea «i risultati raggiunti nella gestione della sanità gallurese. A partire dalla riattivazione della parto-analgesia all’ospedale Giovanni Paolo II: dal 15 luglio al 30 settembre sono stati effettuati 29 trattamenti, mentre nello stesso periodo i parti sono stati 460». Secondo Jessica Cardia «il servizio ha contribuito a scongiurare il rischio di chiusura dell’unico punto nascita della Gallura». Ma si rivendica pure «la tenuta dei tre pronto soccorso (Olbia, Tempio e La Maddalena) durante l’estate», attribuendola anche alla «circolarità del personale voluta dall’attuale direttore generale e al senso di responsabilità degli operatori. Altro aspetto importante: il funzionamento della rete delle guardie mediche turistiche durante tutta la stagione e lo stop, a Tempio, ai tecnici di radiologia forniti dalle cooperative esterne, con il servizio nuovamente affidato al personale dipendente in attesa delle assunzioni dalla graduatoria concorsuale. Tutto questo è stato reso possibile grazie alle scelte gestionali avvedute e sempre precedute dal confronto e alla  professionalità e a i sacrifici del personale sanitario e tecnico». Per il sindacato la strada passa ora dai concorsi per i primariati, dalle assunzioni e dalla realizzazione del Presidio Unico di Area Omogenea, con una sola regia per le strutture di Olbia, Tempio e La Maddalena e il superamento del ricorso al lavoro esternalizzato.

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