Olbia, il Comune assegna undici alloggi: le domande sono 500
In via Pozzo otto anni di affitto e patto di vendita a prezzo calmierato
Olbia Cinquecento domande per 11 alloggi che il Comune di Olbia sta assegnando in via Pozzo, a Sa minda noa. È la fotografia esatta dell’emergenza abitativa in città: la domanda è altissima e l’offerta è ridotta ai minimi termini. Non si trovano case e le poche disponibili sono quasi sempre a prezzi esorbitanti, quindi inaccessibili. Adesso il Comune di Olbia ha aperto una porta sul mondo degli affitti o delle compravendite a prezzi calmierati. Gli 11 alloggi del “Condominio residenza via Pozzo”, al civico 43, non sono case popolari. Sono appartamenti di ottima fattura in un quartiere residenziale (a due passi da viale Aldo Moro, la parte alta) che il Comune ha deciso di immettere nel mercato immobiliare. Sono parte di una grande palazzina rosa divisa tra alloggi di proprietà comunale (bilocali e un trilocale, tutti disabitati) e appartamenti di proprietà privata, tutti o quasi occupati. Gli alloggi comunali sono assegnati in locazione per 8 anni con patto di futura vendita a prezzo calmierato. La graduatoria definitiva è stata approvata dal Comune e in questi giorni è in corso l’assegnazione agli aventi diritto.
La storia degli 11 appartamenti di via Pozzo è da manuale delle buone pratiche amministrative. Acquistati nel 2017 dal Comune di Olbia (settore Pianificazione e gestione del territorio) da subito erano destinati all’edilizia sociale. Un investimento fatto cogliendo l’opportunità offerta dai fondi della legge finanziaria regionale numero 5 del 2015. Perfezionato l’acquisto, nel mese di ottobre dell’anno scorso la giunta comunale presieduta dal sindaco Settimo Nizzi aveva deciso di procedere alla gestione diretta, fermo restando il vincolo dell’edilizia residenziale pubblica. Cioè gli appartamenti potevano essere destinati solo alla locazione permanente a canone sociale o moderato, oppure alla locazione con possibilità di successiva vendita a prezzi calmierati, con vincolo di riutilizzo dei proventi derivanti dalla vendita nello stesso settore dell’edilizia residenziale pubblica. La seconda ipotesi è stata quella scelta dal Comune.
Come sempre accade quando si tratta di graduatorie, non sono mancate le polemiche e le proteste da parte di chi è rimasto al palo. Il bando di assegnazione è comunque chiaro. Destinatari sono i nuclei familiari con massimo quattro componenti con residenza esclusiva nel Comune di Olbia e in possesso di una serie di requisiti, a cominciare dal reddito annuo complessivo del nucleo familiare non inferiore a 17.131 euro e non superiore a 55.221 euro. Quindi, persone o famiglie titolari di reddito che possono impegnarsi per un canone di locazione e, dopo 8 anni, per l’acquisto della casa. In altre parole, un reddito spendibile per un mutuo immobiliare in qualunque banca. Gli altri requisiti: la cittadinanza italiana o di uno Stato Ue; per gli extracomunitari un valido titolo di soggiorno; non avere altre case di proprietà; non aver avuto agevolazioni pubbliche per l’acquisto, la costruzione o il recupero di abitazioni; non aver occupato abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica e non essere stato sfrattato da case popolari negli ultimi 5 anni. Per il Comune di Olbia, la parte dell’acquisizione degli alloggi è stata gestita dall’assessorato all’Urbanistica guidato da Bastianino Monni, mentre la parte riguardante l’assegnazione agli aventi diritto è stata curata dall’assessorato alle Politiche sociali guidato da Simonetta Lai.
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