Olbia, cane ucciso a fucilate. Brambilla: «Giustizia, la legge prevede fino a 4 anni di carcere»
La deputata sul caso del maremmano raggiunto da due colpi di fucile nelle campagne di Su Trambuccone
Olbia «Zeus non può tornare dalla sua famiglia, ma abbiamo il dovere di chiedere giustizia per lui». La presidente di Lndc Animal Protection, Piera Rosati, interviene sull’uccisione a fucilate del maremmano di tre anni, avvenuta l’8 ottobre nelle campagne di Olbia e fa sapere di aver presentato denuncia per fare piena luce sull’accaduto. Dura presa di posizione anche da parte di Michela Vittoria Brambilla, che richiama le «pene previste dalla legge per chi uccide animali con crudeltà e senza necessità».
La drammatica vicenda si è verificata in località Su Trambuccone. Secondo il racconto del proprietario, «l’uomo che ha sparato ha prima cercato di colpire Zeus con alcune pietre, per poi esplodere due colpi di fucile. Lo stesso uomo ha poi tentato di trascinare il corpo del cane verso un canalone, sino ad arrivare a minacciarmi di morte». I carabinieri hanno sequestrato il fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere l’animale e le altre armi in possesso dell’uomo. Sono scattate anche la sospensione della licenza di caccia e la segnalazione alla Procura per diversi reati. La carcassa di Zeus è stata sequestrata dall’Asl Gallura per consentire l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria.
Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, richiama le disposizioni della legge Brambilla, in vigore dal luglio 2025. «Nel caso di uccisione con crudeltà e senza necessità – sottolinea – la legge prevede la reclusione fino a quattro anni e una multa fino a 60mila euro. Una pena che non potrà riportare in vita Zeus, ma dovrà garantire giustizia». Brambilla torna inoltre a criticare la caccia, definendola «una pratica violenta e anacronistica». Lndc Animal Protection definisce la vicenda un episodio di «gravità inaudita, che solleva interrogativi non solo sulla tutela degli animali, ma anche sulla sicurezza delle persone e sull’uso delle armi». L’associazione punta il dito anche contro «la riforma della caccia, approvata dal Senato il 23 giugno e ora all’esame della Camera. Ampliare le possibilità di esercizio dell’attività venatoria rischia di indebolire le tutele degli animali e di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. La caccia non può trasformarsi in uno spazio di impunità – dice la presidente –. Per questo sollecitiamo maggiori controlli e un uso responsabile delle armi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
