Olbia, dieci stanze e 18 posti letto: alle ex Casermette gli alloggi per gli universitari
Lo spazio di via Mameli è stato riqualificato da due professioniste olbiesi
Olbia Chiuso e abbandonato per decenni, il compendio delle ex Casermette militari di via Mameli – grazie all’impegno di Cristina Dessole e Lidia Sanna della Iolao srls e di numerosi volontari – è stato in buona parte riqualificato e aperto alla città. Da circa un anno e mezzo è un importane spazio dedicato alla cultura, alla musica e all’arte. Ma non solo. Da ora in poi le ex Casermette ospiteranno anche gli studenti universitari: dieci stanze e diciotto posti letto ricavati in quelli che un tempo erano gli alloggi per le truppe di passaggio. Sicuramente una buona notizia per la città, considerato che l’emergenza abitativa, oltre che sulle famiglie e sui lavoratori stagionali, si abbatte anche sugli studenti che decidono di studiare a Olbia.
Il progetto
«È una sfida che va oltre ogni immaginazione – confessa Cristina Dessole, architetta –. Abbiamo stipulato il contratto di concessione con il Demanio il 20 giugno del 2025, poi siamo riusciti a bonificare l’area e vincere un progetto Pnrr per gli alloggi universitari. Il tutto senza non poche difficoltà. La struttura ha dovuto superare diversi esami soprattutto da parte della Soprintendenza, che non ha consentito di modificarne gli spazi e le finestre per preservare l’esistente. Ora abbiamo completato i lavori e un grazie va anche al direttore del Demanio, Pietro Arrica, e all’Ersu». Lidia Sanna ha poi rivolto un pensiero anche alla Pro loco, alla Fidapa, al Cineclub Olbia e alle CaserMatte, cioè i volontari che hanno contribuito alla riqualificazione delle ex Casermette. Al momento sono due gli studenti, di origine etiope e indiana, che alloggiano in via Mameli. Fondamentale, in questo senso, il ruolo dell’Ersu di Sassari. «Abbiamo creduto nel sogno di Cristina Dessole e Lidia Sanna – sottolinea il presidente Daniele Maoddi – e così abbiamo sottoscritto la convenzione prevista dal Pnrr». Sono sei i posti letto che andranno agli studenti vincitori dei bandi Ersu, mentre il resto andrà a chi ne farà richiesta. «L’università di Olbia – prosegue Maoddi – vanta corsi importanti che meritano tutta l’attenzione necessaria per una città che cresce e si sviluppa giorno dopo giorno. Questo spazio è un microcosmo di multiculturalità, un cuore di cultura nel centro della città». Nelle ex Casermette è inoltre presente il “caffè letterario”, un luogo condiviso in cui ragazzi e ragazze possono scambiare idee ed esperienze. Soddisfatto Stefano Spada, segretario particolare del vicegovernatore Giuseppe Meloni: «È un progetto virtuoso che guarda al passato, perché riqualifica un’area storica della città, e allo stesso tempo anche al futuro. Ben vengano realtà come queste, in grado di ospitare i ragazzi e diventare un esempio per tutti».
Alloggi in città
Un passo, quello appena compiuto alle ex Casermette di via Mameli, che dà una risposta al problema della carenza di alloggi. Un tassello che si aggiunge ad altri due importanti progetti. Al Geovillage, per esempio, è in fase di ultimazione la grande casa dello studente da 464 posti letto, realizzata dal Gruppo Alma, con in fondi del Pnrr, sulla base di un partenariato tra pubblico e privato. Nel frattempo l’amministrazione comunale, con i fondi provenienti dal piano Pinqua, sta riqualificando il vecchio palazzo delle ferrovie di via Vittorio Veneto, abbandonato da decenni. Anche qui i lavori proseguono con l’obiettivo di creare nuovi spazi dove far alloggiare gli studenti del Polo UniOlbia.
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