Olbia, centinaia di studenti in piazza: «Più fondi per le nostre scuole»
Sciopero e corteo lungo le strade del centro. Ma c’è anche chi si dissocia
Olbia «Dare voce ai problemi della propria scuola e fare in modo di ricevere tutto ciò che ci spetta». È solo una parte del messaggio che è circolato nei giorni scorsi nelle chat degli studenti delle superiori. Obiettivo: invitare tutti ad aderire, anche a Olbia, sia allo sciopero che alla manifestazione di protesta. Partiti da via Mameli e arrivati in piazza Elena di Gallura, centinaia di ragazze e ragazzi – come i coetanei francesi – hanno fatto sentire la loro voce con megafoni e striscioni. Si parla del contesto nazionale ma anche e soprattutto di quello locale. Qualche esempio: carenza di spazi, mancanza di materiali, impianti che non sempre funzionano.
«Abbiamo organizzato la protesta abbastanza velocemente – spiega Angelo Sanna, rappresentante di Consulta del liceo artistico e musicale De André –. In Italia abbiamo il tasso più alto di tutta Europa relativo ai problemi infrastrutturali, circa il 55%. Protestiamo perché non possiamo continuare a studiare in queste condizioni. La nostra scuola, per esempio, da tempo ha gravi problemi di spazio. L’anno scorso è capitato che in un’aula facessero lezione due classi insieme. Quest’anno dovrebbero arrivare le aule prefabbricate, vedremo quando».
Nei cartelloni si legge tutto il dissenso dei manifestanti olbiesi: “Non chiediamo miracoli, chiediamo una scuola”, “La pazienza è finita, come i fondi per la scuola”, “Educare non è un business”, “Non ignorateci”. Dalla manifestazione, però, si dissocia pubblicamente il presidente della Consulta provinciale degli studenti, Samuele Putzu. «Manifestazioni e mobilitazioni sono sacrosante e importanti, quando fatte con cognizione di causa e senza creare caos – commenta Putzu –. I disagi legati all’edilizia e alle strutture ci sono e nessuno li ha mai sottovalutati. Ma se oggi il sistema scolastico sta finalmente facendo passi avanti reali è grazie al lavoro istituzionale e al dialogo, non certo al caos d’inizio anno o al tentativo di sbarrare i cancelli. In questi anni, grazie al confronto tra ministero e consulte studentesche, si è lavorato alla riqualificazione di oltre 2500 edifici in tutta Italia, al contrasto della dispersione e agli investimenti. Se si vogliono ottenere risorse per le nostre strutture, la strada è sedersi ai tavoli e portare a casa il risultato. Prendo nettamente le distanze dalla manifestazione di Olbia e dai metodi di chi l’ha organizzata. Il fatto che la maggior parte dei ragazzi sia entrata regolarmente a scuola dimostra che gli studenti hanno capito la sterilità di questa protesta».
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