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Olbia, la Madonnina rubata e danneggiata torna in piazza: è stata riparata da un 84enne

di Lorenzo Musu
Olbia, la Madonnina rubata e danneggiata torna in piazza: è stata riparata da un 84enne

Nardino Petta, muratore in pensione, si prende cura della piccola statua

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Olbia «Restituisco al quartiere un suo simbolo, ho cercato di fare un’opera buona per la collettività. Questa statua è il punto d’incontro di gran parte dei residenti, che ancora si riunisce qui per una preghiera e anche per chiedere che finiscano questi atti di vandalismo». Nel 2001 piazza di Spagna, in Zona Bandinu, non si distingueva particolarmente dalle altre piazze della città. Nardino Petta, olbiese di 84 anni e muratore in pensione, abitante del quartiere, pensò che mancasse qualcosa: «Realizzai una nicchia per ospitare la madonnina che era stata donata alla nostra comunità da don Andrea Raffatellu. Dietro piantai un piccolo albero di ulivo. Adesso è così grande che spinge sulla nicchia. Ormai da diversi anni, purtroppo, questo piccolo simulacro non sta vivendo una storia felice».

Mentre parla, l’ex muratore si trova davanti al piccolo luogo di culto insieme ad alcuni abitanti della zona e ai consiglieri comunali Angelo Cocciu e Simonetta Padre. La statuetta votiva in gesso e cemento è stata al centro di diversi episodi di vandalismo e anche di furto, specie negli ultimi dieci anni. Dopo essere stata prima distrutta, poi ricostruita e di nuovo danneggiata, all’inizio dell’estate scorsa è stata rubata e gettata in una casa diroccata di via Como, vicino alla scuola elementare Maria Rocca. «Una donna del quartiere – prosegue l’ex muratore – ha chiesto che venisse restituita alla nostra comunità. Dopo averla ritrovata, mi è stata portata in condizioni pessime. Ho dovuto ricostruire parte della base e del piede sinistro, con le mani, e parte del manto scheggiato. Una volta era marroncina, adesso ho voluto ispirarmi alla madonna di Lourdes per renderla bianca e azzurra».

La madonnina è così tornata nella sua cupola di colore blu, per «ricordare il cielo», protetta da una vetrina antisfondamento e un’inferriata metallica di protezione a forma di ramo d’albero. Il 16 luglio scorso, Nardino Petta ha chiesto aiuto all’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione le nuove protezioni. Il presidente dell’Aspo, Massimo Putzu, tramite l’ingaggio di un fabbro, ha infine contribuito a completare la sistemazione. «Ringraziamo il signor Nardino per quello che ha fatto. Abbiamo bisogno di persone che, come lui, segnalino quello che succede in città – dice la consigliera Simonetta Padre –. Ci dispiace che qualcuno distrugga un simbolo di fede e di credo sentito. È più facile distruggere che comportarsi civilmente. Il quartiere pratica ancora il buon vicinato, erano tutti pronti a fare colletta per sistemare la madonnina». Mentre Nardino Petta si è occupato della riparazione, l’amministrazione si è occupata di gestire l’iniziativa al meglio e garantire la messa in sicurezza della statua. «Penso che gli amministratori debbano ascoltare tutte le richieste dei cittadini – conclude il consigliere Angelo Cocciu –, soprattutto queste che arrivano dal profondo del cuore».

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