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Infiltrazioni mafiose e criminalità organizzata in Sardegna: nasce la Commissione d’inchiesta


	Il trasferimento di detenuti al 41 bis nel carcere di Uta, nel riquadro Valdo di Nolfo
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Il trasferimento di detenuti al 41 bis nel carcere di Uta, nel riquadro Valdo di Nolfo

Approvata all’unanimità dal consiglio regionale la proposta di Valdo Di Nolfo: lente puntata sui detenuti in regime di 41 bis

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Sassari «La Sardegna non è una terra di tradizionale insediamento mafioso, ma questo non significa che sia immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Questa è arrivata in Sardegna grazie soprattutto al trasferimento dei boss mafiosi detenuti in regime di 41-bis e di alta sicurezza. Il Parlamento sardo ha il dovere di conoscere i rischi, analizzarli e prevenirli, prima che diventino emergenze difficili da contrastare».

Così il consigliere regionale e capogruppo di Uniti – CR, Valdo Di Nolfo, che nella seduta del 15 ottobre ha illustrato in Consiglio regionale la proposta di istituzione della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della criminalità organizzata, delle infiltrazioni mafiose e della corruzione in Sardegna, promossa dal proprio gruppo consiliare e approvata all’unanimità dall’Aula. La proposta nasce dall’esigenza di rafforzare la conoscenza, il controllo e la prevenzione ai rischi di infiltrazione nell’economia, negli appalti e nei subappalti pubblici, nella gestione delle risorse finanziarie e nelle amministrazioni locali. Un’attenzione resa ancora più necessaria dagli importanti investimenti che interessano l’isola, dai fondi europei e del Pnrr alle grandi opere strategiche.

A rafforzare questa esigenza è anche il contenuto dell’articolo 3, dedicato ai compiti della commissione: «Vigilare, nell’ambito delle competenze regionali, sugli effetti territoriali connessi alla presenza di detenuti sottoposti ai regimi di cui all’articolo 41-bis e di alta sorveglianza”. «Le organizzazioni criminali cercano opportunità economiche, investimenti e spazi nei quali insinuarsi. Per questo la politica deve assumersi la responsabilità di vigilare, senza aspettare che siano le inchieste giudiziarie a raccontarci ciò che avremmo dovuto vedere prima. La Commissione rappresenta uno strumento concreto per approfondire questi fenomeni, individuare le vulnerabilità del nostro sistema e rafforzare la capacità di prevenzione delle istituzioni» sottolinea Di Nolfo.

Il consigliere regionale ha richiamato anche la questione dei trasferimenti di detenuti al 41-bis, ribadendo la necessità di valutare con attenzione le conseguenze di queste scelte: «Il fatto che questa proposta sia stata sottoscritta da consiglieri di maggioranza e opposizione dimostra che, su temi come la lotta alle mafie e alla corruzione, esiste una responsabilità condivisa, cheva oltre le appartenenze politiche – continua Di Nolfo – . È un segnale importante: la criminalità organizzata non guarda al colore politico delle amministrazioni e abbiamo il dovere di difendere insieme le istituzioni, la legalità e il futuro della Sardegna».

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