Oltre 3600 palline e 700 notti prenotate in hotel: il dietro le quinte dell’Olbia Challenger
Un torneo da 600mila euro e un indotto stimato superiore al milione. La città costantemente in diretta mondiale
Olbia C’è un Challenger che il pubblico vede e un altro, altrettanto impegnativo, che si gioca lontano dai riflettori: racchette da incordare, biancheria da lavare, trasferimenti da coordinare e imprevisti da risolvere. Una macchina che utilizza circa 3.600 palline, gestisce fino a 500 asciugamani al giorno e prenota 700 notti in albergo, per circa 1.400 presenze. Il costo dell’evento si aggira sui 600 mila euro, con un indotto stimato superiore al milione. A raccontare questo mondo sono Elena Marchesini, colonna portante di Mef Tennis Events insieme al padre e alla sorella; Pietro Corso, dell’ufficio stampa, e Maria Vittoria Viviani Ghisolfi, che dal desk giocatori segue le richieste degli atleti.
Il gioco delle corde Mirko Latino e Vincenzo Dell’Osa sono gli incordatori del Challenger. Nei giorni più intensi preparano fino a quaranta racchette ciascuno. Nei sette giorni del torneo, il totale si aggira sulle 350. «La tensione cambia da giocatore a giocatore, indicativamente tra i 18 e i 23 chili. Dzumhur, per esempio, incorda a circa 19-20 chili. Ma le richieste possono essere particolari: Marta Kostyuk, al torneo femminile di Parma, ci aveva chiesto una tensione di 40 chili. C’è chi non vuole l’etichetta sulla racchetta e preferisce scrivere le indicazioni sul manico. Una volta ci è stato chiesto persino di allungare la racchetta di quasi mezzo centimetro: sembra poco, ma cambia la sensazione all’impatto. Anche lo schema delle corde fa la differenza: ogni giocatore cerca la configurazione più adatta al proprio gioco».
Asciugamani e lavanderia Durante il torneo vengono lavati circa 300 chili di indumenti di giocatori e accompagnatori, oltre agli asciugamani, fino a 500 al giorno. Tutto deve essere raccolto e restituito rapidamente, seguendo i ritmi di allenamenti e partite. Un servizio che coinvolge le lavanderie locali e contribuisce all’indotto sul territorio.
Richieste e imprevisti C’è stato anche il caso di un atleta in difficoltà con le informazioni in italiano, per il quale è stato necessario acquistare un biglietto dell’autobus per Alghero. Tra trasferimenti, indicazioni e richieste dell’ultimo minuto, l’accoglienza (decisamente impeccabile) si misura anche nei dettagli. Non è raro che i giocatori ringrazino pubblicamente chi li ha assistiti, ritrovando gli stessi volti in altri tornei del circuito.
Hotel e pasti Coinvolti gli hotel Felix, Martini e President. Nella settimana vengono garantiti circa mille pasti: 600 per i giocatori e 400 per lo staff. Per gli atleti sono previsti una camera e due pasti al giorno; le sistemazioni aggiuntive per familiari e accompagnatori possono essere a loro carico. Le 700 notti prenotate danno la misura dell’impegno per le strutture ricettive.
Raccattapalle e sparring Sono una sessantina i raccattapalle, ragazzi della scuola tennis e del settore agonistico del Tennis Club Terranova, che si alternano in gruppi di sei durante le partite. Alcuni giovani del circolo partecipano anche agli allenamenti come sparring partner, in sessioni di un’ora o un’ora e mezza. Capita che i giocatori chiedano di allenarsi nuovamente con loro: un’esperienza preziosa per chi sogna di crescere nel tennis.
Team sempre al lavoro Il Tc Terranova è un circolo rodato, con spazi e strutture già conosciuti. L’allestimento richiede circa una settimana, ma la preparazione comincia otto-dieci mesi prima. A Olbia, parte del team Mef arriva già a fine settembre. Durante il torneo lavorano una trentina di persone dello staff Mef, tra ufficio stampa, incordatori, autisti, desk giocatori e accoglienza, affiancate dal personale del Terranova. Appena un’edizione termina, si comincia a pensare alla successiva.
Olbia in diretta mondiale Il Challenger di Olbia raggiunge un pubblico internazionale grazie alla copertura televisiva e alle piattaforme di distribuzione. In Italia le partite sono trasmesse da SuperTennis e DAZN; all’estero la diffusione coinvolge Tennis Channel negli Stati Uniti e in Europa, DAZN in Nuova Zelanda, Arena Sport in Repubblica Ceca e Slovacchia, BB Sport in Islanda e Russia, U-Next in Giappone, Maincast in Ucraina, Blast TV nelle Filippine e CazéTV in Brasile, oltre ad ATP Grabyo. Ai diritti televisivi si aggiungono i social ufficiali del torneo, con circa due milioni di visualizzazioni. Una risonanza che porta il nome di Olbia ben oltre gli spalti del Terranova.
Sostenibilità Ogni anno gli organizzatori devono inoltre rispondere alle costanti richieste dell’Atp, che punta a standard sempre più elevati anche sul fronte della sostenibilità. L’attenzione riguarda servizi, materiali e soluzioni per ridurre gli sprechi. Un lavoro intenso, che continua anche quando i campi tornano alla normalità.
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