Truzzu, meno cartelli e più mascherine

Uno dei cartelli a Cagliari voluti dal sindaco Truzzu (foto Mario Rosas)

Intervento sulla decisione del sindaco di Cagliari di promuovere una campagna dai contenuti discutibili contro la diffusione del Coronavirus

Dunque Sindaco Truzzu, quale sarebbe il fine ultimo di questa terroristica campagna di colpevolizzazione di massa rispetto al contagio da Covid 19, con tanto di cartelli pubblicitari, promossa dalla sua amministrazione per la città di Cagliari? Spiegare ai cittadini che l’hanno votata che le deficienze, le inefficienze, le menzogne nella gestione dell’emergenza sanitaria da parte dei suoi colleghi del governo regionale sono una responsabilità loro? Chi fa jogging, nel suo mondo parallelo, è più responsabile di chi non sa amministrare l’emergenza? Sta dicendo ai suoi cittadini che nello svolgimento della vita quotidiana e nel disorientamento incredulo, hanno ucciso i parenti più delle mascherine mancanti, dei reagenti assenti, della sottovalutazione presso coloro che dovevano vigilare e delle soluzioni millantate?

In una regione in cui metà dei morti sono operatori sanitari è davvero paradossale che si butti la croce addosso ai cittadini.

Forse Sindaco Truzzu, nel suo delirio, non ha capito che in Sardegna le strade sono più sicure delle corsie d’ospedale.
Questa imponente campagna pubblicitaria da lei ideata dovrebbe costringere la gente a fare un esame di coscienza rispetto al fatto che ha ritenuto, come tutti, impossibile, e impensabile l’abisso in cui siamo precipitati? Nell’immortale tandem di vangelo e moschetto avete proposto una soluzione davvero salvifica: l’affidarsi a Sant’Efisio e la presenza della Brigata Sassari per le strade.
Il sassarino per strada, secondo Lei e secondo i suoi alleati in Regione, genererebbe un’atmosfera di calda sicurezza presso i cittadini e, devo presumere, una certa pressione nei confronti del virus che, in questo modo, si rivelerebbe assai meno aggressivo.
Ma soprattutto la sola presenza della Brigata Sassari determinerebbe una svolta nella catastrofica situazione dei nostri ospedali, dove, come appare chiaro dagli ultimi dati, si concentrano i contagi.


Ebbene, Sindaco Truzzu, interrogato il santo, evocato l’Eroe, non resta che gestire. E quando non si sa gestire, non resta che dare ad altri la responsabilità delle proprie inadempienze.
Quei cartelli terrificanti per tutta Cagliari dimostrano fino a che punto confondiate l’azione di governo con una gita domenicale fuori porta.
Molto comodo buttare l’emergenza sulle spalle della gente comune. Un richiamo alla responsabilità di tutti è sacrosanto, ma rovesciare le parti è il segno della sua totale incompetenza istituzionale.
È come un padre che pretenda di essere mantenuto dai figli. Tuttavia, Sindaco Truzzu, esiste un altro intento più sottile, più feroce nella sua campagna pubblicitaria. E cioè quello di separare la sua cittadinanza in virtuosi e non.
Il progetto cioè di costruire la famigerata zona grigia, quella degli anonimi che denunciano, quelli che si nominano sceriffi sul campo, quelli che hanno una particolare propensione per i loro diritti e nessuna propensione per quelli degli altri.
Nella sua città liberata dai rossi sono i cittadini stessi a odiarsi e combattersi, a sentirsi antagonisti e non comunità. La civile Cagliari è riportata all’ordine col contributo dell’odio sociale e della delazione. Io, Sindaco Truzzu le auguro con tutto il cuore di non avere mai a che fare col dubbio di essere stato in qualche modo responsabile della morte di una persona amata.

 

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