La Nuova Sardegna

Einstein Telescope

La politica sia all’altezza del popolo

di Luca Deidda
La politica sia all’altezza del popolo

La prima cosa che i politici sardi in consiglio e giunta regionale e in parlamento devono dire è che remano tutti dalla stessa parte - IL COMMENTO

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Ogni popolo ha il governo che si merita! Una frase che suona quasi sempre come l’amara constatazione che dà un senso al malgoverno di una città o di una nazione. Stavolta invece, per l’Einstein Telescope (ET), che il popolo abbia i governanti che si merita è un auspicio! Un auspicio e una esortazione ai governanti. Affinché siano all’altezza della consapevolezza del popolo. La consapevolezza che ET è una opportunità di sviluppo, gridata ad alta voce dall’assemblea dei sindaci rappresentanti di tante comunità del centro Sardegna e innanzitutto dei territori dove ET potrebbe sorgere.

Comunità spesso additate per il mancato sviluppo e il disagio sociale. Comunità che forse la politica non è riuscita a capire e a includere e rendere partecipi del cambiamento. Finendo per coltivare, in maniera magari inconsapevole, la loro diversità, così che diventasse segregazione. Utile a rendere disagio e ritardo condizioni irrimediabili e a mietere facili consensi elargendo piogge di denaro pubblico, da spendere senza criterio, per un ristoro effimero. Quelle comunità hanno dimostrato su ET di essere cresciute, di essersi emancipate e di avere nel DNA la voglia di essere artefici del proprio destino. Ora i politici regionali e nazionali devono dimostrare di meritarsi questo popolo.

C’è un solo modo per farlo. Agire tempestivamente e rendere conto dell’azione, in maniera puntuale, all’assemblea dei sindaci che ha votato per ET. La prima cosa che i politici sardi in consiglio e giunta regionale e in parlamento devono dire è che remano tutti dalla stessa parte. Non c’è spazio per equilibrismi né per partigianerie. Centro-sinistra e centro-destra devono dichiararsi compatti. Secondo, occorre affrontare le criticità. Devono dichiarare la lista di azioni e provvedimenti che intraprenderanno. In altri termini ogni senatore, ogni deputato, ogni consigliere regionale, ogni assessore, ci deve mettere la faccia e dichiarare cosa farà e quando lo farà. Che fare? Andiamo per punti. Primo, occorre decidere quali strumenti tecnici utilizzare per smontare la decisione del Governo di avvallare il possibile parco eolico a Gomoretta. I parlamentari sardi presenti all’incontro di Nuoro hanno citato varie possibilità. Sospensione del provvedimento da parte del Governo, in autotutela, o un nuovo atto contrario al precedente. Bene, chi persegue ognuna di queste possibilità? Con che tempi? Ci vogliono impegni precisi. Secondo, attuare un piano di investimenti a supporto della candidatura di ET. Chi deve concepire il piano? Il pallino lo devono avere gli scienziati che hanno concepito il progetto. E certamente il pallino lo devono avere anche le comunità locali. Ci vuole un comitato tecnico-scientifico, che non può che essere espressione efficace di questi due attori protagonisti. Un comitato guidato da rappresentanti degli scienziati che hanno promosso ET. Il governo regionale deve essere recettivo, e mettere a disposizione le risorse che servono per realizzare questo piano e per cofinanziare l’opera quando Sos Enattos verrà scelto. Non solo, governo regionale e politici sardi devono perorare la causa delle risorse nazionali, che devono servire per attuare il piano di investimenti a supporto della candidatura. Terzo, 46 sindaci a favore di ET su 52 la dice lunga su cosa vuole il centro Sardegna. Ma occorre evitare di cadere nello errore fatto dai nostri padri che hanno disegnato un percorso di sviluppo poderoso ma non inclusivo, che ha lasciato indietro tante aree. Occorre ragionare insieme a chi in questa circostanza non ha votato sì dimostrando interessi diversi.

Questo fa la politica. Governare interessi particolari per realizzare l’interesse collettivo. ET è una infrastruttura che ha un respiro e ricadute ben maggiori di un parco eolico. Tanto più che non è in generale in antitesi allo sviluppo dell’eolico o di altri fonti rinnovabili in Sardegna. Si tratta semplicemente di ragionare insieme sul dove e sul quando. E di capire come i benefici di scegliere ET possano essere goduti in maniera inclusiva dalle varie comunità della Sardegna, in maniera tale che nessuno trovi conveniente stare alla finestra a guardare.


 

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