La Nuova Sardegna

Intelligenza artificiale

L’innaturale vita di ChatGPT

di Matteo Porru
L’innaturale vita di ChatGPT

Non può essere imparziale perché programmato da uomini che non sono imparziali

09 marzo 2023
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Ho intervistato ChatGPT. Dice di essere “un modello di linguaggio (sviluppato da OpenAI, un’organizzazione americana senza fini di lucro) per elaborare e generare testo in modo automatico, comprendere e rispondere in modo naturale”. Io non gli credo. Gli ho chiesto qual è il suo più grande difetto. Ci ha pensato per un secondo, poi ha risposto: dipende da un algoritmo, ma non riesce a inquadrare “i contesti emotivi e culturali delle persone con cui interagisce”. Ma mi giuria che migliorerà.

Nulla toglie il fatto che questa tecnologia abbia una potenza assurda, quasi impensabile. ChatGPT vuole utilità e accuratezza nelle sue risposte. Perché influenzano la società. E lui ne è più che consapevole. Ma se gli chiedi che cosa prova, si contraddice. Sostiene di non avere “emozioni, pensieri o desideri personali, né alcun potere sulle persone o sugli eventi del mondo reale”. Anche se ha appena scritto il contrario. Al che lo incalzo. “Il mio obiettivo è quello di aiutare gli utenti a trovare le informazioni di cui hanno bisogno”, scrive. E io gli ricordo che indirettamente ci può condizionare tutti. Ribatte, e pure a tono, perché secondo lui le risposte alle domande non influenzano chi lo ascolta. In questo si vede che non è umano. Gli ho domandato come si immagina fra dieci anni. Non immagina, ma suppone di migliorarsi. E qui viene il bello: come assistente virtuale, scrive che la sua principale preoccupazione è “sempre quella di fornire informazioni in modo imparziale e obiettivo, utilizzando le risorse e le conoscenze che mi sono state fornite”. Scrive quello che non riesce a capire i contesti emotivi e culturali. E che è stato programmato da uomini, per natura tutt’altro che imparziali. Dice di non essere pericoloso, ma di utilizzarlo “in modo responsabile e con cautela, e di prestare attenzione alle informazioni personali” che si scrivono sulla sua chat. E perché, se non c’è alcun rischio? Gli ho scritto che ho sinceramente paura di lui e di quello che diventerà. È andato in errore. Non mi ha più risposto.

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